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Regionali Liguria, Pd e M5s tornano a parlarsi e intanto da Sansa un messaggio d’addio (forse)

In passato il giornalista aveva già mandato a quel paese i partiti che non lo avevano investito, ma poi... intanto la coalizione al lavoro sul quarto nome

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Genova. “Questa è la Liguria che avevamo in mente”. Sul suo blog Liguri tutti, Ferruccio Sansa, usa i verbi al passato, come si fa con un partner quando una storia d’amore finisce, e sembra così alzare le braccia, una volta per tutte, di fronte all’incapacità della coalizione giallorossa di mettersi d’accordo e di fronte al fatto che altri nomi sembrino ormai più probabili rispetto al suo, nella corsa (lenta) alle elezioni regionali di autunno.

Ieri il giornalista del Fatto, voluto fortemente dalla sinistra di Campo progressista, accettato di buon grado da Andrea Orlando e Vito Crimi, ma mai veramente da M5s e Pd, ha pubblicato una sorta di bozza di programma. Un lungo “what if” come a dire: “Noi eravamo pronti, ma non ci sono le condizioni”.

Però attenzione, già alcuni mesi fa Sansa era parso sbattere la porta, con tutti altri toni, mandando letteralmente a quel paese i partiti (in quel caso era l’M5s) che non si decidevano a candidarlo. Se non sembrava un addio quello. Eppure, la sua figura non è mai uscita di scena. Non è escluso che anche questa volta ci sia un ripescaggio.

Anche perché ieri, quando si è visto in largo Pertini, durante la manifestazione per il 30 giugno 1960 di Anpi e Cgil, ha dichiarato di essere ancora in attesa di una telefonata, e se questa telefonata dovesse arrivare da un fronte unito, risponderà senza remore.

Nel frattempo cosa sta succedendo: dopo un paio di giorni di gelo artico, ovvero dopo la forzatura del M5s sul nome di Massardo, i pentastellati e il Pd in Liguria sono tornati a parlarsi. Anche perché la possibilità che l’alleanza si rompa in mille pezzi non è un’opzione, per i partiti romani.
L’impressione è che si stia provando a percorrere la strada del “quarto nome”, indirizzata verso Paolo Bandiera, avvocato romano dirigente dell’Aism, Ivano Bosco, ex segretario della Camera del Lavoro di Genova e Paolo Cremonesi, direttore del Pronto soccorso del Galliera.

Insomma, un continuo saliscendi di possibilità (e impossibilità). Mentre mancano 80 giorni alle elezioni regionali. E Giovanni Toti si gode sereno i punti di vantaggio.