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Regionali Liguria, la direzione Pd punta su Paolo Bandiera: fissata l’ultima riunione di coalizione

Il segretario regionale Farello proporrà agli alleati il dirigente Aism ma chiede mandato al partito di chiudere ad ogni modo la trattativa. E Sansa sarebbe la seconda scelta dei Dem

Genova. Né Ferruccio Sansa né Aristide Massardo, ma Paolo Bandiera. Questo il nome uscito dalla direzione regionale del Partito Democratico che, dopo un mese di rinvii, si è riunita per sciogliere il nodo sul candidato da proporre come sfidante di Giovanni Toti alle prossime elezioni regionali. L’assemblea Dem, convocata dalla presidente Cristina Lodi e riunita nelle quattro sedi provinciali, collegate fra loro via zoom, ha deciso di convergere sulla figura dell’avvocato dirigente dell’Aism, un nome più volte circolato in questi mesi.

L’ipotesi di Paolo Bandiera sarà proposta domani, mercoledì, nel corso di quella che dovrebbe – il condizionale è ormai d’obbligo – essere l’ultima e definitiva riunione di coalizione, alla quale saranno presenti tutti i soggetti in campo, M5s, la sinistra di Campo progressista e Italia Viva.

A portare il nome sul tavolo sarà il segretario regionale del Pd Simone Farello che, dopo un lungo intervento nel corso della direzione, ha chiesto però un mandato a concludere la trattativa, domani, una volta per tutte. Sia nel caso il nome di Bandiera dovesse essere accettato, cosa tutt’altro che scontata ma non impossibile, sia che venisse rigettato. A quel punto il giornalista Ferruccio Sansa sarebbe l’opzione subordinata con maggiori chance, anche se le critiche nei suoi confronti non sono mancate durante la direzione.

Se ai più parrebbe quindi spianata la strada per arrivare al giornalista del Fatto, tuttavia, arrivati a poco più di due mesi dalla chiamata alle urne, la coalizione allargata potrebbe invece scegliere di accettare il compromesso e optare per la figura dell’avvocato proposta dal Pd, che resta la forza politica più pesante della coalizione. L’opzione Bandiera non sarebbe particolarmente invisa, almeno aprioristicamente, né al Movimento 5 Stelle – che comunque ha pressioni a livello romano affinché l’alleanza sia mantenuta salda – né alla sinistra.

Resta da capire come potrebbe muoversi Italia Viva che, comunque, aveva posto un veto esclusivamente su Sansa. Insomma, per conoscere il nome del candidato del fronte anti-Toti alle elezioni regionali bisognerà attendere ancora un lungo, teso, difficile giorno.

Già nel pomeriggio l’ex preside di Ingegneria Aristide Massardo sembrava aver già inteso di essere stato sostanzialmente scartato. Con un post su Facebook ha dichiarato: “Accetterò la decisione delle forze politiche con il massimo rispetto, ma non sono disponibile a eventuali offerte di ruoli o posizioni subalterne che contrasterebbero con la mia decisone di portare avanti comunque e in ogni caso un progetto politico innovativo e alternativo”. Come dire, lui si candiderà comunque a presidente, da solo.