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Regionali Liguria, Di Maio e Grillo contro Sansa? Alleanza anti Toti sbalordita: “Si va avanti, al lavoro”

Un articolo di Repubblica provoca un brusco risveglio in Pd e M5s, sullo sfondo il difficile percorso pentastellato verso il congresso. Vicina la chiusura dei centristi su Massardo

Genova. Chi è pratico di serie tv – e in questi mesi di lockdown ci siamo un po’ tutti specializzati nel genere – sa bene che anche quando sembra che si sia arrivati al lieto fine c’è sempre un plot twist in grado di riaprire i giochi e, soprattutto, di permettere lo svolgimento di una seconda stagione. Certo, l’elettorato ligure di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle si sarebbe evitato volentieri il colpo di scena rappresentato, questa mattina, da un articolo di Repubblica nazionale a firma di Annalisa Cuzzocrea e Giuliano Foschini con questo titolo: “5S, Di Maio stoppa Sansa e il patto col Pd in Liguria: ci ha remato contro”.

Al telefono con il garante e fondatore M5s Beppe Grillo, che di Sansa è ironicamente vicino di casa, Di Maio boccia la scelta. L’articolo ripercorre poi le tappe del disamore tra il giornalista del Fatto e i grillini, culminato negli articoli sulle comunarie genovesi e lo scontro Salvatore-Cassimatis, e sovrappone la vicenda delle regionali liguri, dove l’accordo con il Pd è stato possibile, a quella pugliese.

Un risveglio burrascoso, quindi, tanto in ambito dem, dove si tende a bollare la questione come una boutade “altrimenti i cinquestelle spariscono” – dice qualcuno – ma soprattutto nel M5s oltre a un malcelato imbarazzo c’è però la consapevolezza che a livello nazionale si sta giocando una battaglia aspra che vede la vecchia guardia temere la deriva presa con la guida di Conte e che vede il movimento avvicinarsi al momento del congresso dei lunghi coltelli. La telefonata tra Grillo e Di Maio ha un prequel, infatti, in un altro articolo, pubblicato da Libero, in cui i due si confrontano e criticano il premier. Indiscrezioni non confermate? Può essere. Ma intanto che Ferruccio Sansa non fosse l’opzione ideale neppure per i cinquestelle lo si sapeva da tempo, non a caso a un certo punto la scelta era virata su Aristide Massardo.

Ad ogni modo i 5S liguri liquidano la questione ricordando che Di Maio non è mai intervenuto nel corso delle trattative, e che attualmente non è il decisore, né mai ha dato indicazioni a riguardo della scelta del candidato. “Qui si continua a lavorare e si va avanti a impostare la campagna elettorale”, afferma il deputato genovese Marco Rizzone.

E a proposito di lavoro. Il candidato sta mettendo a punto la sua squadra con alcuni consiglieri, tra cui l’ex parlamentare di Sel Stefano Quaranta ma anche il portavoce della comunità di San Benedetto Domenico Chionetti, tra i primi a sostenerlo apertamente come sfidante di Toti. Lui, Sansa, affida a un articolo in prima persona l’arrivederci, da giornalista, alle pagine del Fatto quotidiano: “L’immagine dei malati di cancro costretti a lunghe trasferte in bus perché la Regione Liguria non ha investito per comprare gli apparecchi per la radioterapia e invece ha speso 1 milione e mezzo in pubblicità istituzionale mi ha convinto a candidarmi”.

Questa sera, inoltre, si saprà definitivamente se ci sarà anche un quarto candidato, oltre a Ferruccio Sansa, Alice Salvatore e Giovanni Toti. I centristi e Italia Viva si riuniranno con Oltre, l’associazione di Aristide Massardo, per definire la corsa elettorale una volta per tutte. Insomma la seconda stagione della serie “elezioni regionali liguri” è pronta. Non ci resta che scoprire se gli sceneggiatori si daranno una calmata oppure se il bello – si fa per dire – deve ancora arrivare.