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Protesta dei lavoratori dello spettacolo davanti al consiglio regionale: “Noi, abbandonati dalle istituzioni”

Attori, scenografi, musicisti, elettricisti, fonici: tante categorie che non hanno potuto riprendere a lavorare e hanno avuto pochissimi aiuti economici

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Genova. Un incontro alle 14 con l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo, che questa mattina non era presente alla seduta del consiglio regionale, per i lavoratori dello spettacolo riuniti nel collettivo Emergenza Spettacolo Liguria. Alcune decine di persone, con uno striscione, si sono presentate in via Fieschi. Nel pomeriggio saranno presenti anche alcuni consiglieri regionali.

I lavori legati agli spettacoli dal vivo, concerti, teatro, performance artistiche, festival, hanno subito, per forza di cose, danni incalcolabili. Intere realtà costrette all’azzeramento, anche se temporaneo – ma in alcuni casi definitivo – e a investimenti pesanti per poter andare avanti.

Dal governo l’aiuto sotto forma degli assegni Inps (arrivati comunque in enorme ritardo e con grandi difficoltà), dalle istituzioni locali nessun tipo di sostegno. “Non ci sono bandi attivi e la Liguria è una delle poche Regioni in Italia che non ha adottato le linee guida per la Cultura”, dice il consigliere Pd Luca Garibaldi.

“Adesso per il momento particolarmente difficile, e per il futuro del sistema culturale del Paese tutto, è necessario più che mai porre la giusta attenzione per quelle centinaia di persone che si sono trovate senza lavoro e senza reddito e a cui ad oggi non è stato fornito alcun tipo di sostegno, portandoli quindi a trovarsi in condizioni economiche gravi e senza prospettive future”, continua.

Attori, musicisti, scenografi, elettricisti, fonici, maschere: molti di loro non hanno ripreso l’attività dopo il covid. “Molti durante l’emergenza hanno perso tutto, altri hanno ricevuto sussidi per poche centinaia di euro in cinque mesi. Stiamo parlando di un comparto di circa 4000 persone in Liguria. Chiedono un reddito di continuità, risorse per riparare i danni subiti dagli organizzatori di spettacoli che hanno dovuto sospendere la programmazione, bandi pluriennali a sostegno della creatività diffusa. Noi siamo con loro in questa giusta battaglia”, aggiunge Giovanni Lunardon, dopo un primo incontro con la delegazione.