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Pro Recco Rugby, Nicola Bozzo vola in Inghilterra

Trascorrerà due anni presso la Sedbergh School, college nell’orbita dei Sale Sharks

Recco. Nicola Bozzo, sedici anni, innamorato del rugby da quando, a cinque anni, suo padre Roberto lo ha portato al Carlo Androne a provare la palla ovale per la prima volta, dopo Recco e Verona sta per aggiungere alla sua strada sportiva un altro importante tassello: due anni presso la Sedbergh School, college nell’orbita dei Sale Sharks.

Estremo di talento, una passione per il rugby immensa affiancata da altrettanta determinazione e impegno, l’ex Squaletto Nicola, racconta il suo percorso in un’intervista rilasciata all’ufficio stampa della Pro Recco Rugby.

Dopo dieci anni a Recco, prima nel minirugby e poi in Under 12, Under 14 e alcuni mesi di Under 16, ho saputo dell’Academy nata nel frattempo a Verona, ho fatto un provino e sono stato preso e, così, mi sono trasferito là a stagione già in corso, continuando però a giocare le partite di campionato con la maglia della Pro Recco – racconta -. Nella stagione 2019/2020, invece, ho giocato a tempo pieno nella squadra Under 16 del Verona, finché il Covid-19 non ha bloccato tutto. Nell’estate 2019, intanto, avevo partecipato ad un camp italiano dei Leicester Tigers e, essendo stato nominato miglior giocatore del mio turno, ho avuto la possibilità di iscrivermi anche ad un ulteriore camp in Inghilterra, dove ho avuto l’onore di ricevere lo stesso riconoscimento e anche una proposta da parte di Tosh Askew per trasferirmi per due anni in questa scuola che ha una quotata squadra di rugby. Ora questo momento è arrivato e a breve partirò per questa nuova esperienza di vita e di rugby”.

Cosa sogna questo giovane rugger? “Dal primo momento in cui ho messo piede su un campo da rugby ho iniziato a desiderare di fare di questa mia passione un lavoro e spero di riuscirci. Intanto, in ogni caso, mi godo tutto quello che questo bellissimo sport mi può dare”.

Sulla cosa più importante per riuscire nello sport ad ogni livello, Nicola ha le idee chiarissime: “L’impegno e il lavoro sono fondamentali, ancora più di qualità e talento: senza i primi, questi servono a poco“.