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Porto di Rapallo, dalla mareggiata all’operazione Caronte: le attività per tutelare l’ambiente

Nove ordinanze sulla situazione in porto.Poi le autorizzazioni per la rimozione di relitti che hanno dato il via alle indagini

Geova. Nove differenti ordinanze da parte della guardia Costiera per disciplinare, tutte le attività tese a garantire la sicurezza della navigazione nel porto di Rapallo e a prevenire danni ambientali a seguito ella mareggiata dell’ottobre 2018.. I numeri sono stati illustrati in una conferenza stampa in capitaneria di Porto per scoprirlo hanno spiegato Sono state autorizzate 69rimozioni di relitti attraverso il trasferimento via mare;sono state rilasciate 80 autorizzazioni per l’uscita autonoma in sicurezza dal porto ed è stato espresso il nulla osta al trasferimento via terra di 132 relitti, attività da eseguirsi nel pieno rispetto della normativa ambientale.

Operazione Caronte, le attività della guardia Costiera

Proprio in occasione di queste attività sono iniziate le prime indagini sul rispetto della normativa ambientale, nonché una proficua attività congiunta con l’arma dei carabinieri, protrattasi in tutte le fasi successive, con particolare riguardo alla gestione delle unità navali sinistrate ormai destinate a demolizione e smaltimento, pertanto divenute giuridicamente “rifiuti” ai sensi della vigente normativa ambientale.

Tutte le ipotesi di reato a suo tempo evidenziate e correlate ad una gestione illecita di rifiuti sono state accolte dal G.I.P. nella propria ordinanza di misure cautelari.

La vasta e articolata attività amministrativa e di indagine, ”ha consentito di prevenire danni ambientali significativi – si legge nella nota della capitaneria – non solo all’ambiente marino e costiero di Rapallo, ma anche presso quei siti di destinazione dei rifiuti, che si sono rivelati privi di qualsiasi autorizzazione di natura ambientale così come, per altro, tutta la gestione correlata al trasporto via terra, avvenuto in assenza dei necessari requisiti di tracciabilità”