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Operativo

La polizia locale presenta il cane antidroga. L’ira del sindacato: “Gestione fuori controllo”

Garassino: "Non vogliamo sostituirci alle forze dell'ordine ma dare una mano"

maqui cane antidroga polizia locale

Genova. Un nuovo agente speciale è da ieri operativo per la polizia locale del Comune di Genova: Maqui, questo il suo nome, è il nuovo cane antidroga che accompagnerà i cantunè durante le operazioni di sicurezza urbana in centro storico.

Il nuovo agente a quattro zampe è stato presentato ieri mattina dall’assessore alla Legalità Stefano Garassino, insieme al comandante Gianluca Giurato, in una conferenza stampa svoltasi tra i vicoli delle Vigne, dove il “naso” si è messo subito all’opera.

Un potenziamento delle “armi contro il degrado” assolutamente inedito per il corpo della polizia locale genovese, che quindi rafforza l’orientamento fortemente voluto dalla attuale giunta di contrasto allo spaccio e consumo di stupefacenti, soprattutto nel cuore della città vecchia.

La novità, però, non è piaciuta a tutti: a saltare sulla sedia il sindacato autonomo di polizia, Siap, che, attraverso il suo segretario Roberto Traverso, ha espresso giudizi di fuoco su questo inserimento: “Le scelte del Comune di Genova sulle politiche della sicurezza sono ormai completamente fuori controllo – si legge in un comunicato stampa – Siamo di fronte ad un comportamento a dir poco indecifrabile dell’assessore, il quale sino a pochi giorni fa ha dichiarato che lo spaccio di stupefacenti e l’ordine pubblico non competono alla Polizia Municipale mentre ieri durante una dichiarazione alla stampa fiume dove ha presentato una unità cinofila antidroga, ha dichiarato guerra allo spaccio nel centro storico con uno spiegamento di forze mai visto (120 unità) dislocate in presidi e pattuglie”.

“Inoltre l’aspetto più grave per chi ha la responsabilità tecnica dell’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero il Questore il quale dovrebbe prendere al più presto una posizione pubblica, prima che sia troppo tardi – sottolinea Traverso – l’assessore si continua a dimenticare che esiste la Sezione Stupefacenti della Squadra Mobile e le Squadre di Polizia Giudiziaria dei Commissariati ed altre specialità che stanno svolgendo indagini sul territorio per cercare di sradicare il fenomeno criminale dello spaccio sul territorio e che se le attività non vengono talvolta preventivamente coordinate il rischio è quello di far saltare anni o mesi d’indagine.

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