Parliamo di imballaggi: come differenziarli correttamente? - Genova 24
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Parliamo di imballaggi: come differenziarli correttamente?

Esistono vari tipi d'imballaggio e tutti, con qualche secondo di attenzione, possono e devono essere differenziati correttamente

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Genova. Soprattutto nel recente periodo del lockdown, durante i mesi più critici dell’emergenza Covid, sono aumentati i consumi di prodotti d’asporto e con essi l’utilizzo degli imballaggi necessari al trasporto. Un servizio senz’altro importante per soddisfare i bisogni dei cittadini e non fermare in toto l’operatività degli esercizi commerciali. Resta però la necessità di continuare a mettere in risalto il tema fondamentale dello smaltimento degli imballaggi, per fare in modo che delle opportunità in più (come le consegne a domicilio o il take away) non diventino un problema per l’ambiente e per il ciclo dei rifiuti cittadini.

VARI TIPI DI IMBALLAGGI: COME DIFFERENZIARLI? Esistono vari tipi d’imballaggio e tutti, con qualche secondo di attenzione, possono e devono essere differenziati correttamente.

Qualche esempio tra i più comuni. Tutte le scatole in cartone vanno appiattite e poi conferite nei contenitori della differenziata di carta e cartone, che a Genova sono bianchi (quelli più vecchi) o grigi con il coperchio blu (quelli più nuovi). Buste di plastica, vaschette in alluminio, scatole d’acciaio o d’alluminio vanno invece differenziate nei contenitori di colore giallo per la raccolta di plastica e multimateriale. Barattoli e bottiglie di vetro vanno nei contenitori verdi per il vetro, facendo attenzione a rimuovere i tappi in sughero (che vanno nell’umido) e i coperchi in alluminio (che vanno nel contenitore giallo).

Le attività commerciali più virtuose anche durante il periodo del Covid hanno utilizzato materiali compostabili per le consegne: dai sacchetti, alle vaschette per il cibo passando per le posate. Questo tipo di imballaggio va differenziato nei contenitori marroni dell’umido.

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