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Nuovo ponte, inizia il collaudo statico. I progettisti: “Velocità ridotta? Tutto nella norma” fotogallery

Dubbi per la riduzione di velocità imposta dal tracciato, ma Italferr: "Sicurezza aumentata". Al via le prove coi camion sopra il viadotto

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Genova. Sono iniziate domenica alle 8 del mattino le prove di collaudo statico sul nuovo viadotto, operazioni che andranno avanti per un massimo di sei giorni, una durata che combacia con la necessità per i costruttori di consegnare il ponte il 29 luglio. In tutto circa 2.500 tonnellate di carico per verificare la corretta tenuta della struttura prima dell’inaugurazione. Le procedure sono state definite congiuntamente da Anas, Rina e dal consorzio PerGenova.

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Nel pomeriggio c’è stata una pausa per portare sul ponte altri mezzi, quindi sono iniziate le prime prove statiche con tutti i 56 autoarticolati. Non ci sono orari schedulati, i tecnici che stanno seguendo il collaudo valutano in progress come procedere con le prove. Si andrà avanti nei prossimi giorni.

E mentre procede il collaudo i tecnici di Italferr, la società che ha progettato il nuovo viadotto sul Polcevera, replicano ai dubbi sorti nelle scorse ore sulle caratteristiche dell’opera: “La progettazione del ponte è stata portata a termine nel pieno rispetto delle normative vigenti, ed in piena consapevolezza dei vincoli esistenti sul tracciato e dei vincoli costruttivi e degli effetti di tali vincoli sugli elaborati progettuali”.

Dubbi sollevati da un articolo de Il Sole 24 Ore che ha riproposto una vecchia questione: per mantenere il tracciato del ponte Morandi e non allungare i tempi di ricostruzione, il limite di velocità sulla strada sarà di 80 km/h in direzione Genova e di 70 km/h in direzione Savona. Colpa soprattutto della curva che entra in galleria Coronata, fuori norma già prima del crollo e di conseguenza anche adesso. Non che prima si potesse sfrecciare: verso Ponente erano indicati i 90 km/h e verso Levante già a metà viadotto scattavano i 60 km/h.

“Tali vincoli, legati a esigenze espresse dalla struttura commissariale, tese in primo luogo a garantire il ripristino della viabilità dell’area nei tempi più ridotti possibile, contemperando il rispetto delle norme, non hanno comunque impedito il potenziamento della sicurezza e il miglioramento delle caratteristiche prestazionali generali dell’opera”, prosegue Italferr che rivendica “un aumento della sicurezza legato principalmente all’inserimento delle corsie di emergenza, all’allargamento in curva per miglioramento visibilità, all’allargamento dello spartitraffico, all’apposizione di barriere a norma, all’utilizzo di asfalto ad alta aderenza e all’illuminazione sull’intero tracciato”.

 

Come avvengono le prove statiche

Una unità operativa specifica di ingegneri di Anas – in coordinamento con la squadra di direzione lavori di Rina – si occuperà della verifica del carico degli autoarticolati e degli Spmt, i carrelli radiocomandati già utilizzati anche nella fase di demolizione, della gestione della movimentazione dei mezzi, dell’avvio e del controllo del corretto andamento delle prove.

I dati che saranno raccolti dalla strumentazione verranno trasmessi a una control room dove i tecnici visioneranno lo stato delle prove e procederanno all’interpretazione dei dati. Saranno impiegati 54 autoarticolati in tutto, composti da motrice e rimorchio per un totale di 44 tonnellate l’uno, per quanto riguarda le prove sul viadotto, mentre saranno utilizzati 4 Spmt per le prove sulla rampa di innesto con l’autostrada A7.

Durante la fase zero i mezzi dovranno transitare sulla struttura in formazione serrata a marcia lenta per permettere l’assestamento strutturale dell’impalcato. Per la prova a torsione alcuni mezzi percorreranno prima la carreggiata nord e poi quella sud. Per la prova di frenatura alcuni mezzi freneranno contemporaneamente in un punto definito.

In seguito, in 6 fasi successive, si procederà all’esecuzione delle prove statiche: i mezzi verranno posizionati su porzioni prefissate dell’impalcato e tali da determinare nella struttura stati di sollecitazione superiori agli stati d’esercizio del viadotto. Durante le operazioni, le tre campate adiacenti alla campata in prova saranno mantenute libere, al fine di evitare eventuali interferenze.

Le fasi, pertanto, saranno composte da due o tre prove non interferenti tra di loro, che possano essere realizzate in contemporanea. Durante ciascuna delle 6 fasi, i mezzi si posizioneranno gradualmente sopra il viadotto aumentando così il carico. Nel mentre si procederà alle letture topografiche richieste dalle procedure di collaudo.

Le fasi sono state ordinate in ordine decrescente rispetto al numero dei mezzi necessari per le singole prove, al fine di diminuire progressivamente il numero dei mezzi presenti sopra il viadotto con il procedere delle prove stesse.