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Nuovo ponte, Autostrade si difende: “Dal crollo del Morandi abbiamo pagato tutto noi”

Dopo la conferma che Aspi gestirà il viadotto: "Da gennaio stiamo lavorando con Bucci, dal ministero mai nessuna risposta"

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Genova. “Autostrade per l’Italia, nel corso di questi due anni, ha supportato in ogni modo la realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera facendosi carico della totalità delle spese di demolizione e costruzione. Le risorse complessivamente erogate per Genova, sotto forme di indennizzi e sostegno a cittadini e imprese, sono pari a circa 600 milioni di euro”.

Lo afferma in una nota Aspi dopo la conferma che sarà la società stessa a gestire il nuovo ponte di Genova, anche se tutto dipenderà dalla decisione del Governo sulla revoca della concessione.

Dallo scorso gennaio, si legge, “Aspi sta lavorando con i rappresentanti del commissario Bucci per facilitare l’entrata in esercizio del nuovo viadotto a Genova (lungo 1,1 km e situato esattamente tra due rami autostradali gestiti dalla società) di cui è urgente prendere in carico al più presto complessi aspetti infrastrutturali e viabilistici. Il dicastero concedente è sempre stato informato degli avanzamenti del tavolo”.

Ma c’è di più. Autostrade afferma che “ad oggi non ha mai ricevuto alcun riscontro formale alle proposte inviate all’esecutivo – definite sulla base delle continue interlocuzioni avute – per la definizione del contenzioso sul ponte Morandi, né mai alcuna proposta formale è stata formulata dall’esecutivo stesso”.

Poi la società difende il proprio operato negli ultimi due anni. “Autostrade ha realizzato un profondo e radicale cambiamento del suo management e di tutti i suoi processi aziendali – prosegue il comunicato -. Entro il 2023 la società investirà 2 miliardi di euro in spese di manutenzione e cura della rete, di cui 550 milioni di euro nel solo 2020. Ad oggi sono attivi oltre 300 cantieri di manutenzione sulla rete nazionale. Attività possibili grazie al finanziamento di 900 milioni di euro messo a disposizione dalla capogruppo ruppo Atlantia, poiché lo scorso gennaio Aspi, a causa dell’art. 35 del DL Milleproroghe, ha subito un downgrade del proprio rating a livello spazzatura che ha bloccato di fatto l’accesso al credito della società”.

Continua l’azienda: “Il piano di trasformazione di Autostrade per l’Italia prevede una spesa complessiva di 7,5 miliardi di euro tra investimenti e manutenzioni e l’assunzione di 1.000 nuovi ingegneri e tecnici nei prossimi 3 anni. E’ stato inoltre radicalmente cambiato il sistema di monitoraggio dei 1943 ponti e viadotti, affidati a primarie società esterne, ed è in corso un approfondito assessment delle 587 gallerie presenti sulla rete. Sono stati portati a compimento nuovi rilevanti investimenti, come ad esempio la galleria Santa Lucia di Barberino del Mugello sulla A1, uno dei più grandi tunnel d’Europa, del valore di 1 miliardo di euro”.

Autostrade ricorda che “del programma di investimenti di 14,5 miliardi di euro, Aspi ha definito e presentato al Mit progetti di sviluppo della rete immediatamente esecutivi per 7,4 miliardi di euro (tra cui la Gronda di Genova, che necessita semplicemente dello sblocco del progetto esecutivo), di cui attende il via libera da oltre 20 mesi. Tali investimenti, qualora sbloccati, potrebbero svolgere un ruolo rilevante sul sistema produttivo, soprattutto in questa fase di contrazione del Pil nazionale.

“Autostrade per l’Italia ha lavorato con la massima determinazione, anche allo scopo di preservare i posti di lavoro dei suoi 7000 dipendenti, e intende continuare a svolgere pienamente il proprio ruolo di concessionaria, lavorando nell’interesse pubblico e, al tempo stesso, tutelando in ogni sede i propri diritti”, conclude la nota.