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Metropolitana, il governo “promette” 45 milioni per Corvetto e il tunnel di via San Vincenzo

Prima era solo una stazione da completare, ora i costi sono lievitati. Ma i soldi sono ancora tutti da trovare

Genova. C’è anche la stazione della metropolitana di piazza Corvetto tra le opere prioritarie per la Liguria indicate nel piano “Italia Veloce” del governo. Nel documento si parla di “finiture civili e impianti” da ultimare per un importo di 45 milioni di euro, cifra conteggiata alla voce “fabbisogno residuo” e quindi non ancora disponibile.

Ma com’è possibile che una stazione in pratica già scavata sottoterra costi più del doppio del prolungamento Brignole-Martinez (18 milioni) e due terzi del tratto Brin-Canepari (64 milioni), entrambi comprensivi di nuove stazioni da realizzare e attualmente in fase di gara per progettazione esecutiva e lavori? La risposta è relativamente semplice: in gioco non c’è solo la stazione.

Come avevamo anticipato negli scorsi mesi, il Comune ha alzato la posta e ha proposto al Mit uno studio che comprende un tunnel pedonale che passi sotto l’Acquasola, dove sarebbe dovuta sorgere la fermata tra Brignole e De Ferrari, e raggiunga via San Vincenzo in corrispondenza di due antiche creuse da anni in preda al degrado, salita della Tosse e salita della Misericordia, che ancora mostrano i segni dei bombardamenti.

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Non è un caso che proprio quest’area sia stata venduta da Spim e acquisita dalla Dast, società di costruzioni genovese che attraverso la ditta Tommy di Greve in Chianti sta realizzando un complesso residenziale con 12 alloggi da 45 a 90 metri quadrati e un’unità commerciale di 240 metri quadrati frazionabili.

I lavori dovrebbero terminare a fine 2020 (ma hanno accumulato mesi di ritardo per via del lockdown) e accanto al nuovo edificio dovrebbe sorgere anche un silos con parcheggi auto privati. Collegare quest’area con la metropolitana, insomma, avrebbe un doppio interesse strategico: aumentare l’attrattività di tutta la zona commerciale di San Vincenzo e nel frattempo anche il valore immobiliare delle nuove costruzioni.

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Alla base della stima di 45 milioni c’è uno studio che il Comune ha realizzato anni fa e che, secondo quanto trapela, sarebbe già in possesso degli uffici del Mit. Il progetto potrebbe sfruttare una corsia preferenziale rispetto alle varie call ministeriali perché il completamento della stazione era già stato approvato dal Cipe nel 2011 prima di perdersi nelle graduatorie in attesa di nuovi finanziamenti.

Nel frattempo il costo è lievitato fino a raggiungere la cifra indicata oggi nelle tabelle del governo perché intanto è spuntata l’idea del tunnel, strategico sì ma non certo di facile realizzazione vista la profondità non indifferente, la lunghezza e le possibili interferenze archeologiche (l’Acquasola è una delle zone più delicate da questo punto di vista).

L’altro aspetto interessante è che i 45 milioni vengono inclusi nel computo dei 272 milioni che la ministra De Micheli ha annunciato a gran voce per la metropolitana di Genova. Peccato che si tratti di soldi ancora tutti da trovare, mentre il resto sono finanziamenti già assicurati (70 milioni per i nuovi treni e 82 milioni per i due prolungamenti) o addirittura già spesi o superati (56 milioni per l’ampliamento di Dinegro e il tronchino di Brin, che non servirà più visto che la linea proseguirà oltre).

Nel frattempo tutto tace sul fronte dei 450 milioni per i quattro assi filoviari che il sindaco Marco Bucci aveva annunciato come garantiti dopo il dialogo serrato con la ministra De Micheli, ma che attendono ancora un via libera da Roma. Nel documento delle opere strategiche, del resto, non figurano né il filobus né la monorotaia per gli Erzelli, bocciata dal ministero nell’ultima call e non ancora riproposta da Tursi.