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L’ultimo atto del consiglio regionale: l’aula sarà intitolata a Sandro Pertini

Voto all'unanimità nell'ultima seduta prima delle elezioni, Toti: "Non c'era modo migliore di chiudere questa legislatura"

Genova. Nell’ultima seduta della legislatura il consiglio regionale della Liguria ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che esprime la volontà che l’aula dell’assemblea legislativa sia intitolata a Sandro Pertini.

Nel documento si rileva che quest’anni ricorre il 75esimo anniversario della Liberazione e il trentennale della scomparsa del partigiano, poi presidente della Repubblica, nato a Stella.

Una vittoria, in cui Linea Condivisa può dire di essere protagonista. Siamo stai noi, quest’oggi, a riprendere l’ordine del giorno a suo tempo presentato, a proporlo a tutti i capigruppo e a incassare il consenso di Toti – spiega Gianni Pastorino -. L’approvazione ha uno straordinario valore politico e simbolico, che ricorda nel modo migliore un figlio della nostra regione”.

“Non c’era atto migliore per chiudere questa legislatura, che si era aperta, per mia volontà, con uno stanziamento di fondi, che si attendeva da molti anni, per restaurare la casa Natale di Sandro Pertini a Stella. Oggi, grazie a quella decisione, la casa di Pertini è diventata un Museo che abbiamo avuto l’onore di inaugurare insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”, ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, commentando la decisione assunta oggi in consiglio.

“Pertini rappresenta la Liguria che crede nel lavoro e non nei sussidi, nella crescita e non nella decrescita, nell’equità che non vuol dire appiattimento ma premio al merito e all’impegno. Pertini rappresenta chi ha voglia di farcela, di impegnarsi e vincere: come quell’estate del 1982 in Spagna”, ha concluso il presidente Toti.

“Sono stati 5 anni molto intensi in cui l’attività assembleare si è sviluppata su temi importanti contribuendo alla valorizzazione del patrimonio normativo regionale e compiendo anche importanti interventi sull’impianto legislativo, l’ultima delle quali è stata la riforma elettorale con l’introduzione della preferenza di genere e l’abolizione del listino, attesa da decenni e finora mai attuata”, è il bilancio del presidente Alessio Piana.