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L’Internazionale e i pugni chiusi per l’ultimo saluto a Pino Lorusso fotogallery

Le maglie rosse della Fiom e quelle verdi del Gams si sono strette nell'ultimo abbraccio all'alpinista-sindacalista scomparso

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Genova. “Quando si parlava con Pino la sua tranquillità ti portava piano piano nel cammino giusto, ti sapeva rassicurare sia in battaglia che sul posto di lavoro. un’insegnante di scuola ,che con la sua dolcezza ti sembrava di essere arrivato alla vetta senza fatica.grazie maestro, compagno per sempre”. Armando Palombo, coordinatore dell’rsu di ArcelorMittal, ha concluso con queste parole, scritte qualche giorno fa da un lavoratore dell’Ilva, il saluto a Pino Lorusso nel cortile del cimitero della Castagna.

La cerimonia si è tenuta questa mattina. Ad esprimere vicinanza e affetto alla moglie Bianca e alla figlia Alice c’erano i lavoratori dell’Ilva con addosso le maglie rosse della Fiom, ma anche gli amici del Gams, il gruppo Alta montagna del Cai di Sampierdarena che Lorusso aveva fondato. Sulla bara fiori rossi e le foto della montagna, la grande passione di Pino insieme al sindacato, che martedì nonostante l’esperienza e la prudenza di lui e dell’amico Marco Contri, li ha traditi a causa di un repentino cambio di tempo.

A ricordare Pino nella cerimonia celebrata con rito civile, oltre alla figlia Alice sono stati Giuliano Rimassa, sindacalista ma anche membro del soccorso alpino, Armando Palombo, che di Lorusso era amico fraterno per la condivisione non solo del lavoro nel sindacato ma anche per la militanza di entrambi in Lotta comunista e Bruno Fragiacomo del Circolo operaio di Sampierdarena.

A fare da sfondo lo ‘storico’ manifesto dell’Ilva con i lavoratori in corteo davanti alla Lanterna e lo striscione della società di mutuo soccorso Guido Rossa, di cui Lorusso faceva parte.

A chiudere la cerimonia, e non poteva essere altrimenti, è risuonata l’Internazionale e tanti pugni chiusi si sono alzati per salutare così il compagno di tante lotte.