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Le Sardine tornano in piazza a Genova e lanciano un messaggio alla politica: “Basta divisioni” fotogallery

In piazza Matteotti per riorganizzarsi in vista delle elezioni regionali. Alle 18 tutti inginocchiati per solidarietà alla battaglia di Black Lives Matters

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Genova. Alle 18 in punto – mentre uno dei tanti ragazzi arrivati in Italia da lontano per cercare un’opportunità parlava dei diritti che non vengono rispettati nel mondo del lavoro e del razzismo con il quale si trovano ad avere a che fare ogni giorno – chi era in piazza Matteotti all’appuntamento organizzato dalle Sardine si è inginocchiato per ricordare e condannare la barbara uccisione di George Floyd negli Stati Uniti e gli altri episodi di violenza legati al razzismo.

Ed è così che la piazza delle Sardine ha creato un legame a doppia corda con altre piazze “calde” del post lockdown, quelle di Black Lives Matter, con il quale il movimento di sinistra nato alcuni mesi fa e diffuso in tutta Italia – prima di venire congelato dal periodo Covid – ha deciso di collaborare.

Non una folla, in piazza Matteotti, in questo sabato pomeriggio in cui nel centro di Genova sono finalmente tornati i turisti. D’altronde gli organizzatori lo avevano spiegato: “Non un presidio, non una manifestazione, ma un momento di confronto, per vederci in faccia e riorganizzare le nostre attività anche in vista delle prossime elezioni regionali, certo ci fosse un candidato… ” dice Enrico Peschiera, uno dei portavoce del movimento a Genova.

“In realtà – precisa sul tema elettorale – il nostro sostegno non sarà a un candidato in maniera aprioristica ma alla figura che meglio incarnerà con un programma i nostri ideali, l’antirazzismo, l’antisovranismo, l’attenzione all’ambiente e all’equità sociale, però noi oggi siamo qui anche per lanciare un messaggio chiaro alla politica, bisogna essere uniti, basta con le divisioni“.

Durante il raduno a Matteotti anche un banchetto dove i presenti hanno potuto firmare la petizione lanciata da Udi, in collaborazione con 6000 Sardine Genova con cui si chiede che venga inserito nel testo unico sulla sicurezza e salute sul lavoro (Decreto 81/2008) un nuovo titolo sul tema delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro in modo che siano resi obbligatori percorsi di formazione dedicati al riconoscimento del problema delle molestie e ai modi per contrastarlo.