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La Regione Liguria avvia la causa civile contro Autostrade e Mit: richiesto l’accesso agli atti

Mit e Autostrade hanno tempo 30 giorni: i danni vanno dalla riorganizzazione del servizio sanitario al danno all'immagine. Toti: "Verso causa congiunta con enti territorio"

Genova. “Non avremmo voluto arrivare a questo punto, ma di fronte a reiterate richieste di rivedere il piano delle manutenzioni o quantomeno di interloquire per arrivare a una mitigazione, a oggi non abbiamo visto niente di tutto ciò e la Regione Liguria non ci sta a essere oltre che danneggiata anche beffata”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti annuncia in conferenza stampa di aver avviato la causa civile per chiedere i danni per la paralisi della mobilità nel territorio regionale che va avanti ormai da oltre un mese.

“E’ nostra intenzione – ha aggiunto Toti – coinvolgere le istituzioni del territorio. Sappiamo che alcuni sindaci hanno annunciato azioni individuali per il risarcimento del danno così come lo hanno fatto alcune categorie economiche, ma abbiamo chiesto alle camere di commercio e ad Anci di proporre un’azione congiunta per semplificare la vita di tutti”.

Il primo passo formare sarà la richiesta di accesso agli atti, come ha spiegato Lorenzo Cuocolo, consulente giuridico della Regione Liguria in questa partita: “Si tratta del primo passo formale – ha spiegato Cuocolo – dopo aver tentato una risoluzione bonaria alla cui richiesta non abbiamo ricevuto risposta. La richiesta di accesso agli atti sarà inviata oggi e Ministero e Aspi avranno 30 giorni per rispondere”. Si tratta di un passaggio obbligato per avviare la causa civile tanto più importante in quanto “la Regione Liguria è stata completamente tenuta all’oscuro della programmazione dei lavori, quindi per noi è essenziale raccogliere le informazioni”. Dopo questa fase la causa civile dovrebbe entrare nel vivo: “diciamo tra luglio, agosto e settembre” ha spiegato Cuocolo.

Per quanto riguarda i danni di cui verrà chiesto il risarcimento, sono sostanzialmente di due tipi: da un lato i danni concreti come la necessità di riorganizzare il servizio sanitario a causa della paralisi della autostrade, insieme ai mancati introiti rispetto all’addizionale Irpef.

Dall’altro c’è tutta la partita del danno all’immagine che riguarda tutte le risorse che la Regione ha impiegato in questi due anni, in particolare dopo la tragedia del ponte Morandi, per rilanciare l’immagine della Liguria promuovendo il turismo e che sono stati vanificati dalla situazione che stiamo vivendo.