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La proposta di Toti per sbloccare le opere: “Poteri straordinari per legge a sindaci e governatori”

Il governatore: "Il decreto Semplificazioni non dà risposte al Paese"

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Genova. Dare per legge a sindaci e governatori gli stessi poteri che avrebbero da commissari straordinari, senza bisogno di una nomina specifica. È la proposta che lancia il presidente ligure Giovanni Toti mentre si prepara ad approdare in consiglio dei ministri l’ultima bozza del decreto Semplificazioni che ha fatto litigare la maggioranza di governo.

“Perché sindaci e governatori non hanno in ordinario i poteri che hanno da commissari straordinari com’è successo a Genova? – ha detto oggi durante un’intervista in diretta su Rai3 – Basterebbe una norma di legge che preveda che sindaci e governatori abbiano gli stessi poteri dei commissari straordinari in questo Paese, sarebbe anche più equilibrato”.

Toti ricorda l’esperienza del ponte Morandi, ma anche le procedure più snelle seguite nelle emergenze post alluvioni. Procedure che adesso vorrebbe estendere a tutte le opere pubbliche, compresa la Gronda: “Il combinato disposto dei poteri del governatore e del sindaco a Genova ci ha consentito di dare in tre mesi una casa agli sfollati mentre qualcuno la aspetta ancora in una casetta di legno, di costruire una viabilità alternativa, di rinegoziare i contratti di appalto per la viabilità del porto e farlo sopravvivere”.

Secondo il governatore ligure, insomma, “il decreto Semplificazioni, per come l’ho visto nelle sue bozze, non dà minimamente una risposta a quello che serve al Paese. Oggi servono 7-9 anni per fare partire un’opera pubblica superiore a un milione di euro. Se oggi prendiamo il Mes e lo spendiamo tra 8 anni, cosa lo prendiamo a fare? Mi chiedo perché questa esigenza non la sentano le forze politiche nel loro dibattito mentre la sentono le amministrazioni locali”.