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Infrastrutture: De Micheli annuncia 16,4 miliardi per la Liguria, ma come stanno davvero le cose?

Alcune cifre nell'annuncio della ministra appaiono "gonfiate": all'appello mancano ancora 6 miliardi

Genova. “Nel piano strategico Italia Veloce sono pronti 16,4 miliardi per le infrastrutture della Liguria”. L’annuncio della ministra Paola De Micheli ieri su Facebook ha confermato in sostanza quanto avevamo anticipato su Genova24 pubblicando l’elenco delle opere prioritarie indicate dal governo. Alcune già finanziate, altre solo in parte, altre tuttavia che sono rimaste ancora nel mondo delle idee. Ed è per questo che è bene fare un po’ di chiarezza.

In cima alla lista c’è ovviamente la Gronda, 4 miliardi e 755 milioni che sono già “disponibili” in quanto investimenti di Autostrade finanziati attraverso i pedaggi. La decisione di non revocare la concessione dovrebbe mettere in salvo questi soldi (c’era comunque chi teorizzava che un eventuale nuovo gestore avrebbe dovuto assumersi comunque l’obbligo contrattuale), ma per partire coi lavori manca ancora la firma del ministero. Ed è ormai noto che Pd-M5s, che in queste ore stanno chiudendo la trattativa per l’alleanza alle regionali, vorrebbero cambiare il progetto per realizzare una variante di minore impatto. Quindi i punti interrogativi sono diversi.

La ministra ha annunciato 11 miliardi per le ferrovie. In realtà l’unica opera completamente finanziata è il pacchetto Terzo Valico-nodo ferroviario, 6 miliardi e 853 milioni, coi lavori del passante di Genova bloccati da quasi due anni che ripartiranno il 21 luglio proprio in presenza di De Micheli. Fuori dalla provincia di Genova ci sono i 170 milioni per la Pontremolese.

Ma poi mancano ancora 791 milioni per il quadruplicamento della Milano-Tortona e la velocizzazione della Genova-Torino (in totale 1,32 miliardi) e ben 1,29 miliardi su 2,82 per le connessioni coi valichi svizzeri, infrastrutture senza le quali il Terzo Valico produrrà effetti limitati visto che i treni merci troveranno altri colli di bottiglia a nord della Liguria.

“Ci sono 272 milioni per la metropolitana di Genova”, ha scritto Paola De Micheli. Ma la cifra comprende anche 45 milioni per la stazione di Corvetto, che sono ancora tutti da trovare. Per il resto si tratta di opere per cui l’iter è già partito: il prolungamento Brignole-Martinez (18,1 milioni), quello Brin-Canepari (64,3 milioni), l’ampliamento del deposito di Dinegro e l’adeguamento del tronchino di Brin (56,4 milioni). In quella cifra ci sono anche gli interventi di manutenzione sulla ferrovia Genova-Casella (18,04 milioni) e 14 treni di terza generazione per la metropolitana (70 milioni, in parte già spesi). Insomma, non c’è quasi nulla di nuovo.

Per l’upgrading infrastrutturale e il collegamento dell’aeroporto Colombo alla ferrovia mancano ancora 125 dei 213,55 milioni necessari, mentre risulta tra gli interventi prioritari ancora da sottoporre a studio di fattibilità la monorotaia per gli Erzelli (e non c’è proprio traccia dei quattro assi di forza per il trasporto di superficie, per cui il Comune sta aspettando da mesi una risposta dal ministero dopo una parziale bocciatura dell’istanza presentata nel 2019).

A proposito di aeroporti, compaiono 848 milioni per il programma nazionale di collegamento ferroviario degli scali (quindi non solo Genova) che tuttavia figurano erroneamente nel conteggio complessivo dei 16,4 miliardi per la Liguria.

Nel capitolo porti compaiono numerosi interventi programmati per un totale di 1 miliardo e 477 milioni di cui una piccola parte (118 milioni) ancora da reperire. Tra questi però non c’è la nuova diga foranea di Genova (circa un miliardo secondo le stime), prioritaria ma non ancora dichiarata “fattibile”.

A conti fatti, quindi, a fronte di 16,4 miliardi già pronti “che sblocchiamo per un territorio essenziale per l’Italia e per l’Europa, una delle porte del Mediterraneo”, come dice De Micheli, ci sono ancora quasi 6 miliardi che mancano all’appello, più tutti gli investimenti non ancora quantificati ma ritenuti strategici dalle istituzioni liguri.