Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Giorgia Meloni al cantiere del ponte: “Sì alla revoca delle concessioni ad Autostrade, serve nuova gara”

La leader di Fratelli d'Italia critica il premier Conte: "Non ha fatto nulla per due anni, ora anticipa le decisioni ai giornali con una società quotata in borsa"

Genova. “Le concessioni vanno revocate e va rifatta una gara pubblica secondo principi diversi. Le infrastrutture strategiche devono essere gestite dai privati ma con regole che convengano ai cittadini, perché sono proprietà dei cittadini, costruite coi soldi dei cittadini”. Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ribadisce la linea del partito su Autostrade mentre sullo sfondo si staglia il nuovo ponte di Genova.

“Genova dovrebbe essere la capitale delle infrastrutture perché è la porta europea del Mediterraneo”. La deputata e presidente del partito di destra ha visitato il cantiere del viadotto, come aveva fatto Salvini alcune settimane fa. Insieme a lei il governatore ligure Giovanni Toti e numerosi esponenti locali del partito, dal commissario regionale Matteo Rosso (da lei stessa appena nominato), al vicesindaco Stefano Balleari, al consigliere delegato genovese Sergio Gambino, ma anche il senatore Ignazio La Russa. Poi i trasferimento all’aeroporto Colombo per un confronto coi vertici dello scalo sul tema dell’isolamento infrastrutturale della regione.

Tema rovente, quello delle concessioni, su cui il premier è intervenuto stamattina sui giornali causando il crollo di Atlantia a Piazza Affari: “”Non è normale che Conte faccia interviste al Fatto Quotidiano anticipando le decisioni del consiglio dei ministri su una società quotata in borsa – tuona Meloni – Come al solito dimostra che al governo importa più apparire che fare”.

“Non si è capito perché in questi due anni il governo Conte non abbia fatto sostanzialmente nulla per revocare la concessione ad Aspi e per mettere a gara, come Fratelli d’Italia crede vada fatto, la concessione secondo regole che possano essere vagamente decenti”, continua Meloni.

E poi, rispondendo alla domanda su un eventuale voto in Parlamento sulla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, si dice chiaramente “a favore della revoca” e “per rimettere a gara la gestione dell’infrastruttura a condizioni diverse, con vincoli stringenti per contraenti e concessionari. Non sono per la nazionalizzazione, sono per la gestione privata, ma con condizioni che convengano al pubblico. Che ci guadagnino solo i privati con utili miliardari senza dover fare niente non è giusto”, ha ribadito Meloni.

“Mi fa anche un po’ sorridere che Conte dica ‘lo Stato non può essere socio dei Benetton‘. Il governo ha appena fatto una forzatura in commissione bilancio per prorogare di altri due anni la concessione aeroportuale ai Benetton. Che Conte ci venga a fare propaganda non mi interessa”. Poi l’attacco ai Cinque Stelle sull’ipotesi del “governissimo” allargato a Forza Italia (“L’inciucio è la loro specialità”, dice Meloni) e l’accusa al premier, “irresponsabile” sulla proroga dello stato d’emergenza per il coronavirus che è “drammatica” per i potenziali investitori.

So che ci sarà polemica per questa visita al ponte – ha messo le mani avanti Toti -. Chiariamo immediatamente che noi siamo orgogliosi di mostrare ai segretari e presidenti dei partiti d’opposizione, che sono organi costituzionali, come è stato gestito questo ponte, come è stata gestita l’emergenza. Chiunque abbia la sensibilità di venire a ringraziare chi ha lavorato qui giorno e notte, con pioggia, vento e covid per fare questo miracolo io credo debba essere accolto e anche ringraziato”.