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Genoa-Lecce 2-1: un grande passo verso la salvezza, ma che sofferenza risultati fotogallery

In vantaggio subito con Sanabria, i rossoblù subiscono il Lecce che sbaglia anche un rigore e vincono grazie a un autogol

Genova. I tre punti sono arrivati e questo è l’importante, ma la partita è stata drammatica, con il Genoa che, passato subito in vantaggio, ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti fisici, tecnici e caratteriali. Il Genoa fa un balzo importantissimo verso una salvezza ancora da costruire, ma mettendo un mattone fondamentale: il Lecce è battuto e finisce 2-1, ma la sofferenza e per una volta un po’ di fortuna con cui si è arrivati al risultato finale, mostra che comunque non bisogna adagiarsi sugli allori fino alla fine (anche alla luce del calendario).

Primo tempo. Genoa con un 4-4-2 con una difesa inedita (Masiello a destra), Romero e Zapata centrali e Criscito che torna dal primo minuto. Iago Falque è l’esterno destro di centrocampo. Davanti Sanabria e Pandev. Si comincia e il Lecce protesta subito per un presunto fallo di Zapata su Babacar lanciato verso la porta da Farias, Doveri fa segno di continuare (4′). L’arbitraggio di Doveri lascerà a desiderare soprattutto nel primo tempo, con il Genoa che sarà graziato in un’altra occasione.

I rossoblù riescono però a mettere subito la partita in discesa al 7′, passando in vantaggio con Sanabria: Masiello in posizione offensiva serve Sanabria che, spalle alla porta, fa sponda per Pandev, il macedone si infila in area e serve nuovamente lo spagnolo, che non sbaglia col destro, trovando lo spiraglio tra Vigorito e il suo palo.

Il gol, invece che dare benzina alla squadra di Nicola, fa rialzare la testa al Lecce, che ci prova al 12′ con un colpo di testa di Barak di poco sopra la traversa.

Nicola deve cambiare subito programmi perché Sturaro si fa male ed è costretto a uscire: dentro Barreca (14′).

Il Lecce fa possesso palla e, nonostante qualche errore, riesce a essere più pericoloso. Il Genoa mostra i suoi limiti fisici e di difficoltà nella copertura a centrocampo, concedendo troppo spazio di manovra. Al 24′ l’episodio più dubbio: proteste del Lecce per un calcio di rigore non concesso su Saponara che era in vantaggio su Barreca e subisce una spallata che lo sbilancia. Doveri non va neanche a vederlo.

Altro infortunio, stavolta per il Lecce: Babacar si ferma per problema muscolare, lo rileva l’ex Lapadula (32′).

Il finale è tutto per gli ospiti, che fanno e disfano: al 39′ Saponara per Farias, che sbuccia il pallone dal dischetto in posizione perfetta per battere a rete. Al 44′ stavolta Doveri consulta il var e concede un calcio di rigore al Lecce per un intervento di Perin in uscita su Lapadula il cui tiro era finito fuori. Nel bailamme delle proteste a farne le spese è il direttore sportivo del Lecce Meluso.

Sul dischetto si presenta Mancosu, che si fa ipnotizzare da Perin, spedendo il pallone in gradinata Nord come se fosse la trasformazione di una meta.

Secondo tempo.

Si ricomincia con Pinamonti per Sanabria. Il giovane attaccante entra subito bene in partita, dando un po’ di profondità alla manovra, ma è un fuoco di paglia: è comunque il Lecce a fare la partita. La squadra di Liverani gioca, anche bene, ma manca di pericolosità sotto porta, nonostante le amnesie del Genoa.

Fuori Iago Falque, poco incisivo in quella posizione di esterno di centrocampo, dentro Jagiello (54′). Il pareggio arriva al 61′ ed è tutta colpa del Genoa: Mancosu dal vertice dell’area esegue una specie di tiro-cross senza pretese col destro, Romero non interviene di testa e Perin resta fermo, ingannato dalla traiettoria beffarda, che si insacca nell’angolino.

Il Genoa non reagisce, anzi è il Lecce a provarci: il cross di Donati trova Barak che si inserisce senza opposizione e al volo non centra la porta (68′).

Il Grifone trotterella invece che buttare il cuore oltre l’ostacolo e il Lecce ne approfitta per chiudersi. Il calcio però non è una scienza esatta e il destino sceglie di favorire i rossoblù, il cui raddoppio è un “gollonzo” ancora più fortunoso rispetto al pareggio degli avversari: Jagiello scocca un bel destro dal limite dell’area e colpisce il palo, la palla finisce sulla schiena di Gabriel e beffardamente si insacca. È il 2-1 che fa saltare in piedi e finire in campo tutta la panchina rossoblù.

Liverani butta nella mischia Falco e ora è una guerra di nervi.

Dentro anche Goldaniga e Favilli, che incredibilmente non riesce ad arrivare primo su un pallone lanciato dalle retrovie. Saltano tutti gli schemi, ma finisce così, con il Genoa che con grande fatica mette 4 punti di distanza dal Lecce terz’ultimo.

Genoa-Lecce 2-1

Reti: 7′ Sanabria; 61′ Mancosu; 82′ aut. Gabriel

Genoa: Perin, Masiello, Romero, Zapata, Criscito, Lerager, Schone, Sturaro (14′ Barreca; 90′ Goldaniga), Falque (54′ Jagiello), Sanabria (46′ Pinamonti), Pandev (90′ Favilli).

A disposizione: Ichazo, Marchetti, Biraschi, Ghiglione, Destro, Ankersen, Soumaoro.

Allenatore: Nicola

Lecce: Gabriel, Donati, Lucioni, Paz, Dell’Orco, Mancosu, Petriccione (82′ Falco), Barak, Saponara, Fariaas, Babacar (32′ Lapadula).

A disposizione: Vigorito, Sava, Brayan, Shakov, Monterisi, Meccariello, Rispoli, Maselli, Majer, Tachtsidis.

Allenatore: Liverani

Arbitro: Doveri di Roma

Ammoniti: Lerager, Romero (G); Petriccione, Saponara, Lucioni (L)

Espulso: Meluso (direttore sportivo del Lecce) al 45′