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Filobus a Genova, in arrivo il via libera al progetto e la deroga per i mezzi da 24 metri

Bucci rassicura i sindacati, garanzie dal Mit per lo sblocco dei finanziamenti. Ma nel piano ci saranno alcune modifiche

Genova. Dovrebbe arrivare “entro la settimana“, stando a quello che il sindaco Marco Bucci ha riferito ai sindacati di Amt, la comunicazione del ministero dei trasporti con lo sblocco dei finanziamenti chiesti nel 2019 per le quattro linee di forza da esercitare con filobus. A garantirlo al primo cittadino sarebbe stata Paola De Micheli. La pratica dovrà poi passare al vaglio della conferenza Stato-Regioni, ma si tratta di una semplice formalità.

Si avvicina quindi l’ultimo atto di una vicenda intricata e delicata anche dal punto di vista politico. A novembre 2019 arriva la prima bocciatura da Roma perché il Comune non ha presentato un vero e proprio progetto ma una proposta a grandi linee. A dicembre, dopo l’incontro sulla Gronda con la ministra De Micheli a Genova, Bucci sostiene che c’è la possibilità di ottenere i fondi a gennaio. Non sarà così. Nel frattempo al Mit giungono le integrazioni richieste. Si arriva a fine aprile, nuova visita della ministra, stavolta per l’ultimo varo del nuovo ponte: il sindaco annuncia soddisfatto che il progetto è stato approvato e che i soldi ci saranno quasi tutti. Ma dopo un mese, all’avvio del cantiere dello scolmatore del Bisagno, tra i due partono scintille in diretta: “Mi aspettavo la lettera oggi, la burocrazia ci sta ammazzando”, sbotta il primo cittadino.

Lettera che adesso dovrebbe arrivare nel giro di pochi giorni, e anche fonti politiche vicine al ministero prevedono che il semaforo verde scatterà comunque prima delle elezioni regionali. Nei mesi scorsi il Pd ligure, imitando l’ostruzionismo delle associazioni ambientaliste che vorrebbero invece il tram, aveva provato a dissuadere De Micheli, ma oggi la strategia sarebbe mutata. Si vuole evitare che il mancato finanziamento possa diventare uno strumento di campagna elettorale, soprattutto dopo il disastro delle autostrade e l’uscita infelice della ministra davanti al mondo delle imprese. “Bucci si prenderà la responsabilità di aver scelto il filobus”, è la conclusione che hanno tratto negli ambienti dem.

Il progetto, però, sarà un po’ diverso da quello che Tursi aveva pubblicato. Negli ultimi giorni gli uffici della mobilità e quelli del ministero si sono confrontati per apportare dei correttivi. Anzitutto il capolinea di Ponente non sarà a Pra’, come deciso inizialmente, ma a Voltri come ha chiesto il Municipio. Il piano dovrà poi tenere conto del potenziamento del nodo ferroviario, che permetterà ai treni urbani di assorbire gran parte dei carichi come una sorta di metropolitana.

E poi, sempre secondo quanto riportato dai sindacati, sarebbe in arrivo la deroga al codice della strada che permette di far circolare mezzi bi-snodati lunghi 24 metri. Il Comune puntava molto su questa tecnologia, testata con successo sulle strade della città, ma viste le incertezze sulla futura omologazione il progetto aveva preso in considerazione solo filobus da 18 metri. Se i veicoli fossero più spaziosi se ne potrebbero acquistare meno e questo permetterebbe di rivedere al ribasso la cifra necessaria (nella prima istanza erano 547 milioni, poi scesi a 471).

Nel frattempo Bucci si sarebbe detto favorevole ad aumentare le corsie gialle senza dover aspettare per forza l’arrivo dei filobus. Il piano in effetti esiste già ed è proprio quello delle quattro linee di forza che prevedono una sede riservata per il 70% del percorso. In questo modo si potrebbe anche recuperare qualche mese sulla tabella di marcia dopo l’ok tardivo del Mit. Nella migliore delle ipotesi i lavori sarebbero iniziati a settembre 2021 con il primo lotto (l’asse centrale con il  revamping di via XX Settembre e il riassetto di corso Sardegna) pronto nella primavera del 2022.