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Ferruccio Sansa: “Partire subito, al primo punto il lavoro, basta con la politica delle cerimonie”

Appena designato candidato alla presidenza della Regione il giornalista genovese dice: "I numeri su Covid e occupazione mostrano che dietro al trucco c'è una Liguria che sta male"

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Genova. Un’ora dopo l’investitura ufficiale da parte di centrosinistra e Movimento 5 Stelle Ferruccio Sansa si rende conto di una cosa: dovrà dotarsi di un powerbank più potente, perché tra le telefonate di sostegno e quelle dei giornalisti, il suo telefono cellulare è ormai sfinito. Il giornalista del Fatto quotidiano, genovese, 51 anni, è già in campagna elettorale e ha già alcuni messaggi da lanciare ai liguri ma anche ai partiti che dovranno supportarlo nei prossimi due mesi.

“Dobbiamo partire subito – dice – perché ci sono degli obbiettivi concretissimi, ci sono persone che in autunno hanno paura di non avere da mangiare, e quindi sia chiaro, il primo punto su cui dobbiamo lavorare è il lavoro”. Quindi non la sanità e il Covid, non Autostrade, la prima affermazione detta da Sansa-candidato è “una cosa di sinistra” ma che guarda alla crisi economica come maggiore rischio per la Liguria. “L’operaio non si salva se non si salva l’impresa, e l’impresa non prospera senza che il lavoro dell’operaio sia giustamente retribuito e tutelato”, aggiunge.

Il giornalista prestato alla politica qualche settimana fa, sul sul blog LiguriTutti, aveva scritto un articolo che prendeva le mosse dai dati sull’occupazione in Liguria. “Le statistiche sull’occupazione – afferma – così come i numeri dell’emergenza Covid e quelli legati al caos Autostrade mostrano chiaramente che dietro alle inaugurazioni e alle cerimonie della politica di Toti ci sono dei problemi reali, che dietro al trucco c’è una Liguria che non sta bene”.

“La nostra politica non vuole essere una politica di tagli di nastro, la nostra sfida è essere capaci di sogni e di concretezza – continua – le persone non dovranno scegliere tra Sansa e Toti ma su due idee opposte di Liguria”.

Domani il candidato sentirà i vari partiti della coalizione e anche quelli, come Italia Viva, che hanno scelto di non starci. “Dico solo una cosa, molto chiara, chi corre da solo, oggi, corre per Toti”, afferma Sansa.