Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ex Ilva, Patuanelli apre alla cessione di aree a Cornigliano: “L’accordo di programma si può rivedere”

Il ministro a Genova non smentisce l'ipotesi di uno spacchettamento, altolà dalla Fiom: "L'accordo di programma va rispettato"

Più informazioni su

Genova.  L’accordo di programma sull’ex Ilva di Genova? “Si potrebbe rivedere, dipende tutto dal quadro complessivo che si crea attorno allo stabilimento. È prematuro decidere oggi”. È il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, arrivato a Genova per incontrare gli industriali, ad aprire alla possibilità che nuove aziende possano insediarsi nelle aree che oggi sono sfruttate interamente da ArcelorMittal.

L’idea, com’è noto, non dispiace al sindaco Marco Bucci che più volte ha chiarito il concetto: o i proprietari dell’acciaieria aumenteranno gli organici a Cornigliano oppure si dovrà trovare il modo di aumentare la resa economica di un milione di metri quadrati in piena zona portuale. L’accordo di programma parla chiaro: concessione sulle aree in cambio di reddito e posti di lavoro.

“Questo stabilimento ha una sua indipendenza sia gestionale sia di mercato – ricorda Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova -. Con la produzione a caldo ci lavoravano 2-3mila persone, oggi sono rimasti in mille. Speriamo che possano aumentare, ma sarebbe bellissimo che quella fabbrica possa andare avanti, impiegare più persone e allo stesso tempo però ragionare sulle aree. Con ArcelorMittal era iniziato un confronto, poi si è fermato tutto. Non sappiamo cosa succederà in Ilva, non sappiamo chi sarà in maggioranza e chi in minoranza. Sarebbe bene avere qualcuno con cui parlarne. Sono convinto che molti abbiano idee al riguardo”.

L’area stuzzica gli interessi dei terminalisti ed è tra le maggiori candidate alla realizzazione di un autoparco. Ed è proprio un possibile uso non industriale che preoccupa il fronte dei sindacati, con la Fiom Cgil che lancia un nuovo altolà sull’ipotesi: “L’accordo di programma anzitutto bisogna rispettarlo aumentando gli organici e facendo investimenti necessari, altrimenti vuol dire che il governo è inadempiente – accusa il segretario genovese Bruno Manganaro -. Cedere le aree per fare cosa? Mittal ha già deciso che va via? Francamente il ministro Patuanelli mi sembra poco affidabile. A Genova il gioco delle tre carte non funziona”.

I sindacati hanno il dente avvelenato anche perché il 9 giugno, durante un incontro sul futuro dell’azienda, sarebbe arrivata la promessa di una riconvocazione entro una settimana, mai arrivata. “Io ricevo ogni giorno richieste di convocazioni al tavolo ma convoco i tavoli quando ho novità da comunicare o scelte da fare assieme alle parti sociali – ha risposto Patuanelli -. C’è un percorso che deve portare alla due diligence che Invitalia ha chiesto e ottenuto per vedere quanto vale Ami. In quel momento, penso a settembre, ci confronteremo sulle parti sociali sul percorso da svolgere”.

Attualmente all’ex Ilva sono 997 i lavoratori a pieno regime (meno dei mille garantiti all’arrivo di ArcelorMittal) e 259 sono in cassa integrazione in capo all’amministrazione straordinaria. Dal 21 luglio è scattata la cassa integrazione ordinaria a rotazione per tutti i dipendenti, sia pure con garanzie ulteriori ottenute dai sindacati. “L’accordo di programma va rispettato – ripete Manganaro – altrimenti Patuanelli si troverà una reazione molto dura rispetto a queste furbate”.