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Dopo le piste ciclabili ambientalisti e Bucci di nuovo ai ferri corti: “Nessun potenziamento del trasporto pubblico”

Le associazioni: "Giudizio più che negativo, servono più corsie gialle ma evidentemente non è una priorità per questa amministrazione"

Genova. “Bilancio complessivamente ben più che negativo”. Così le associazioni ambientaliste tornano a mettere nel mirino la giunta Bucci dopo una tregua momentanea legata alla decisione di istituire subito le piste ciclabili d’emergenza, novità “che riconosciamo e apprezziamo”, ammettono Wwf, Fridays for Future, il comitato Sì Tram e gli altri firmatari della nota, ma che non è bastata a siglare una pace duratura.

“Sull’incremento del servizio di trasporto pubblico l’assessore Campora non ha fornito una risposta se non quella dell’aumento dei costi per l’amministrazione e le difficoltà di bilancio – spiegano le associazioni dopo l’incontro di giovedì scorso sulle misure da intraprendere per gestire la fase di convivenza col coronavirus -. Questa risposta non convince per nulla, visto che questa amministrazione ha provveduto ad intensificare il servizio già in due altre diverse occasioni: dopo crollo di Ponte Morandi e per Euroflora. Perché non ora in stato di emergenza, non solo da Covid ma anche per i problemi dei cantieri autostradali?”.

Il coordinamento – che riunisce in parte i 50 firmatari del documento con le proposte per la mobilità sostenibile inviato a Bucci a fine aprile – chiede più corsie riservate per i mezzi pubblici: “Non servono risorse aggiuntive, basta la volontà politica di verniciare le corsie sulla sede stradale per avere almeno dei percorsi preferenziali, in attesa di farle diventare protette. Ciò consentirebbe di aumentare la velocità dei bus e quindi di offrire più servizio a parità di costo”.

“Ma anche su questo punto nessuna risposta concreta, anzi: l’assessore ha affermato essere necessario un piano operativo – continuano gli ambientalisti – Non comprendiamo questa affermazione visto che il Comune di Genova ha indicato in modo preciso e puntuale all’interno della richiesta di finanziamento al Mit dove realizzare gli assi riservati per il tpl. Basterebbe prendere spunto dalla documentazione inviata al Mit e cominciare. O forse è l’amministrazione in primis a non credere a quanto pianifica in documenti ufficiali?”.

“Sembra del tutto evidente come il miglioramento del trasporto pubblico non sia una priorità anche, purtroppo, per questa amministrazione, e i cittadini genovesi dovranno continuare a patire bus pieni e bloccati nel traffico con la beffa aggiuntiva del servizio ridotto estivo. E a settembre, quando l’utilizzo dello smart working si ridurrà ed apriranno  le scuole, senza il potenziamento del trasporto pubblico ci sarà un insostenibile ed ulteriore aumento del traffico privato, della congestione nelle strade e dell’inquinamento, già schizzati alle stelle a Genova dopo la fine del lockdown”.

“Anche sulla mobilità pedonale – concludono – nessuna risposta concreta. Ad esempio, alla proposta di creare delle aree di rispetto pedonali in prossimità delle scuole, la risposta è stata che devono essere le scuole a richiederle e che comunque si valuterà caso per caso. Insomma, una scelta generale di mobilità sostenibile viene trattata alla stregua della collocazione di un passo carrabile, e se poi ci sarà un papà o una mamma che protesterà perché non potrà più accompagnare figli con il suv, a fronte di decine e decine di genitori e bambini che non possono accedere in sicurezza agli istituti scolastici, allora si vedrà”.