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Crociere verso il via libera, il ministro Patuanelli: “Possono ripartire, quattro navi già pronte”

Il ministro dello sviluppo economico a Genova anticipa l'ok ai primi viaggi ma il decreto del governo potrebbe slittare alla prossima settimana

Genova. Il via libera era previsto a partire dal 1° agosto (domani), ma il decreto del governo che doveva arrivare in giornata potrebbe slittare alla prossima settimana. In ogni caso è il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, a Genova per ascoltare le richieste degli industriali in un incontro alla Fondazione Ansaldo, a dare un parziale via libera: “Credo che le crociere possano ripartire, se ne sta occupando il ministro De Micheli e ci sono quattro navi pronte: è un segnale positivo di inizio di nuovo percorso”.

Quattro navi, due di Costa Crociere e due di Msc. Fonti interne alle compagnie confermano che queste sono le intenzioni, anche se nessuno si sbilancia prima che il provvedimento sia pubblicato in gazzetta ufficiale.

Le rotte dovrebbero essere prevalentemente nazionali, o comunque limitate al bacino del Mediterraneo. Per organizzare i primi viaggi servirà comunque un tempo tecnico, sia per adeguarsi alle normative sanitarie sia per prendere le prenotazioni. Al momento entrambe le compagnie mantengono lo stop fino al 15 agosto.

L’incontro, organizzato da Confindustria, è servito per presentare al ministro Patuanelli le richieste del mondo economico ligure, già in difficoltà dopo il crollo del ponte Morandi e ulteriormente fiaccato dall’emergenza coronavirus. “Credo che l’inaugurazione del ponte andrà a migliorare la situazione trasportistica dell’intera Liguria – ha commentato Patuanelli – e credo siano necessari interventi di messa in sicurezza idregeologica, che possono portare lavoro. Dobbiamo iniziare a essere in grado di vivere in una normalità in cui c’è la presenza del virus. Credo che questo territorio sia anche molto pronto a quel salto di innovazione, a completare quel trasferimento tecnologico che va a toccare le piccole e medie imprese che hanno difficoltà ad accedere all’innovazione”, ha concluso