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Crisi del lavoro, la Cgil: “Blocco dei licenziamenti e cassa per tutti fino a fine anno”

E la Fiom alza la posta: "Salario minimo e cassa al 90%"

Genova. La proroga della cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti fino a fine anno. Sono due delle principali richieste al Governo della Cgil che oggi insieme a Genova solidale ha organizzato un incontro in piazza De Ferrari sul tema del lavoro.

Un appuntamento per unire mondi del lavoro che hanno garanzie molto diverse, dai ’salariati’ delle fabbriche e del porto, ai lavoratori precari, dalle lavoratori delle mense che stanno faticosamente cercando di ottenere una quota di ammortizzatori sociali ai lavoratori immigrati.

“Stiamo vivendo una crisi pesantissima he già oggi rischia di diventare ancora più grave di quella che è stata nel 2007-08 – spiega il segretario della Camera del lavoro Igor Magni – Se riprendesse la pandemia sarebbe un disastro, abbiamo già perso centinaia di posti di lavoro anche nella nostra città a causa dei contratti stagionali non partiti o ai contratti a tempo non rinnovati.

Il blocco dei licenziamenti e le casse integrazioni hanno permesso di contenere un dato che sarebbe disastroso”. Per questo la richiesta è di prorogare queste misure: “Chiediamo tra le altre cose di mantenere il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione fino alla fine dell’anno – spiega – e chiediamo che ci sia una seria programmazione dei fondi europei che arriveranno, per investire in particolare sulla sanità, sul lavoro e sulla conversione verde delle industrie”.

La proposta della Fiom, formulata in piazza dal segretario Bruno Manganaro va anche oltre: “Chiediamo il salario minimo e la cassa integrazione al 90% del reddito per tutti perché tutti devono avere la garanzia della cassa senza doverla chiedere ogni volta”.

Lo scenario delle nuove misure che verranno adottate dal Governo è ancora incerto: “Ancora non si sa – spiega il segretario della Fiom – se ci sarà un’ulteriore proroga del blocco dei dei licenziamenti o se questa sarò solo per alcuni settori, ma se è vero che siamo e saremo di fronte a una crisi terribile dall’altro gireranno parecchi soldi e non accettiamo che ai lavoratori arrivino le briciole”.