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Coronavirus, allarme sui turisti extra Ue: “Liguria non tutelata, possono diffondere il contagio”

La vicepresidente Viale: "C'è un vuoto normativo, il vettore non comunica informazioni alle autorità sanitarie"

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Genova. “L’arrivo di turisti può agevolare la diffusione del contagio. C’è un vuoto normativo molto importante”. A lanciare l’allarme è Sonia Viale, assessore alla sanità e vicepresidente della Regione Liguria, mentre emergono giorno dopo giorno le falle nel sistema che regola l’arrivo di viaggiatori dai paesi extra Ue.

Per effetto dell’ordinanza del ministro Speranza del 30 giugno sono consentiti gli ingressi in Italia non solo per i Paesi comunitari (più Svizzera e Regno Unito) ma anche per i cittadini di Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Tailandia, Tunisia e Uruguay. A condizione però di sottoporsi a isolamento fiduciario per 14 giorni, comunicando un domicilio e un contatto telefonico.

“Gli arrivi dai paesi extra Ue devono essere messi sotto stretto controllo – denuncia Viale -. Chi decide di arrivare nel nostro Paese deve comunicare al vettore il luogo di destinazione dove andrà a effettuare la sua sorveglianza attiva, ma il vettore non lo deve comunicare alle autorità sanitarie“.

Il meccanismo, insomma, non offrirebbe abbastanza sicurezza secondo l’assessore alla sanità. “Ci affidiamo al buon senso, al senso civico di chi deve autodichiararsi all’ufficio di prevenzione dell’Asl. Ma questo è un vulnus nelle regole nazionali che non ci tutelano adeguatamente“.