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Chiuso per cinque giorni il Covo di Nord Est: non rispettava le misure anti Covid

I gestori: "Confidiamo che la chiusura venga annullata dalla prefettura, a nostro avviso, viola anche le regole del contraddittorio"

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Genova. La prefettura di Genova ha chiuso per cinque giorni, da ieri, la discoteca Covo di Nord – Est per il mancato rispetto delle normative relative all’emergenza sanitaria Covid-19. Il locale della movida rivierasca era stato già multato recentemente per lo stesso motivo: i suoi avventori erano stati sorpresi senza mascherina. La recidiva ha fatto scattare la pesante sanzione.

Il provvedimento ha colto di sorpresa turisti e avventori del Covo che questa sera avrebbe dovuto ospitare una serata dedicata agli under 18. Molti hanno acquistato on line i biglietti, che vengono regolarmente venduti anche oggi, nonostante lo stop imposto dalla prefettura. A decine attendono dunque informazioni per avere indietro i soldi.

Sulla pagina Facebook del locale una sorta di autodifesa: “Ci è stato notificato ieri un provvedimento della Prefettura che dispone la chiusura immediata per cinque giorni della Discoteca del Covo (i ristoranti, il beach e il Covino sono regolarmente aperti) a causa di contestazioni dei Carabinieri di Santa Margherita Ligure, relative al presunto, mancato rispetto del distanziamento sociale.
A nostro avviso, mancano le condizioni per la chiusura della Discoteca del Covo, dal momento che sono sempre state messe in atto in maniera precisa e puntuale tutte le misure previste dalla normativa per fronteggiare il Covid (informazione alla clientela dei comportamenti da tenere, riduzione della capienza del locale, ecc.)
Il Covo si è anche contraddistinto per un costante dialogo con le Amministrazioni competenti allo scopo di prevenire comportamenti scorretti da parte della clientela.

Il provvedimento, a nostro avviso, viola anche le regole del contraddittorio perché è stato adottato ancora prima – addirittura – della scadenza del termine per le deduzioni difensive.
Il provvedimento della Prefettura comporta a carico del Covo un notevole danno (dopo la sospensione forzata dell’attività per tre mesi a causa dell’emergenza epidemiologica), che determina la chiusura dell’esercizio (il quale dà lavoro a circa 120 persone) nella settimana più importante dell’anno e che va ad aggiungersi ai danni subiti nel corso della mareggiata dell’ottobre 2018 (che aveva completamente distrutto la stessa struttura).
Il danno si estende anche a tutte le attività (bar, ristoranti, hotel e locali) che incrementano la propria attività in concomitanza con l’apertura del Covo. Oltre all’immagine per il turismo della Regione
Confidiamo che venga annullata dalla Prefettura in autotutela, visto che sono gia’ state perse 2 importantissime serate e riteniamo di aver chiarito la situazione questa mattina in Prefettura, oltre ad avere le immagini videoregistrate e le autodichiazioni di tutti i clienti che obbligatoriamente rilasciavano per accedere al locale”.