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Certosa, commercianti e cittadini in presidio davanti al cantiere del ponte: “Servono investimenti per la Valpolcevera”

Promosso dei Liberi cittadini di Certosa: "Vogliamo un ospedale, un quartiere più pulito e investimenti su viabilità e sociale"

Genova. “Non siamo contrari ovviamente al completamento del nuovo ponte, ma ci chiediamo perché ancora oggi e per due anni non sia stato possibile calendarizzare le chiusure come quella di via Fillak concordando un minimo con i residenti e i commercianti della zona per ridurre un po’ l’impatto del cantiere”. Fabio Bertoldi, del comitato Liberi cittadini di Certosa, ha un ambulatorio veterinario in via Fillak. E’ uno dei tanti commercianti gravemente danneggiato prima dal crollo del ponte e poi dai disagi del quartiere.

Poi ci si è messo anche il Covid: “Sì, e per questo ora, dopo che la crisi ha investito tutto il mondo, dobbiamo tornare a parlare della nostra Valle perché qui non possiamo più permetterci nemmeno mezza giornata di chiusura”. Domani il comitato con i commercianti e i cittadini che aderiranno si incontrerà davanti all’ingresso del cantiere: “Vogliamo rispetto” recita il titolo del documento che circola per le vie di Certosa invitando i cittadini a partecipare.

Rispetto che significa soprattutto investimenti: “Investimenti sulla sanità anzitutto perché non è possibile che una Valle che ha oltre 110 mila abitanti non abbia un ospedale e possa solo sperare in una casa della salute tra 4 anni, investimenti nella pulizia, nella viabilità e che possano migliorare la vita sociale, mentre oggi siamo su siti e giornali soprattutto per pestaggi e risse”.

Un esempio? “L’ateneo potrebbe trasferire qui alcuni corsi in modo da favorire l’arrivo degli studenti che fra l’altro qui pagherebbero affitti più bassi di altri quartieri”.

Il progetto del parco sottoponte? “E’ un progetto alieno alle comunità della valle e poi ci vorranno 11 anni per realizzarlo. Noi riteniamo che occorra fare qualcosa subito”. L’appuntamento è per domani alle 14.