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Bianca Laura Pelloni per ripulire il mare di Pra’

Insieme al sua società d’origine ha deciso di attivarsi per rendere più vivibile il bacino dove lei e i suoi allievi si allenano

Sport e ambiente, spesso un connubio indissolubile, specie quando per praticare la propria attività la natura è indispensabile, ad esempio nel canottaggio. Lo sa molto bene Bianca Laura Pelloni, genovese cresciuta della Speranza Prà, ma oggi in forza al CC Saturnia, atleta di rilievo internazionale grazie alla sua stabile presenza in nazionale con cui ha vinto una medaglia di bronzo Under 23 ai Mondiali di Poznan nel 2018 e iridata universitaria nel quattro senza a Shanghai nello stesso anno.

L’atleta genovese ha proposto di pulire il mare di Prà dalla plastica. Infatti la vogatrice, che da un anno è anche allenatrice dei giovani della Speranza, ha spinto la società ligure ad attivarsi: “L’idea è nata in occasione della giornata mondiale degli oceani (8 giugno)”  spiega la stessa vogatrice “A Genova stava esplodendo una polemica sui segnaposto nelle spiagge creati per far rispettare le distanze in conformità con le prescrizioni anti covid: segnaposto che altro non sono che sacchi di plastica dura con alto rischio inquinante”.

Laureanda in chimica, con un percorso di studi incentrato sull’ambiente ed un tirocinio (e relativa tesi) a Trieste, presso un ente di ricerca che svolge studi nei mari nazionali ed internazionali, legati ad acidificazione oceanica, inquinamento ed alterazione degli ecosistemi, Bianca Laura non è stata a guardare: “Da una parte ho pensato a cosa potevo fare io e dall’altra cosa avrei potuto trasmettere ai giovani che seguo. Ho deciso quindi di istituire un contenitore apposito per la plastica raccolta dal mare durante i nostri allenamenti, coinvolgendo atleti di tutte le età. Ad oggi raccogliamo circa un sacco alla settimana, l’obiettivo è quella di quantificare l’operato alla fine dell’estate”.

E la risposta è stata ben accolta: “I ragazzi si sono entusiasmati subito all’iniziativa, trasformandola in sfida interna a chi raccoglie di più. Sono molto felice di come abbiano reagito e dell’entusiasmo che hanno tirato fuori. L’amore per l’ambiente, e la necessità di preservarlo, penso che non sia puramente intrinseco, ma si possa benissimo insegnare, soprattutto ai più giovani. In particolare credo sia necessario accendere tale consapevolezza in uno sport come il nostro nel quale si è a diretto contatto con la natura”.

In conclusione Bianca rivela che: “Da quasi un anno seguo anche le avventure tramite social di Martin Helseth, canottiere olimpico norvegese che nel tempo libero ripulisce i fondali dei luoghi nei quali rema. Lui ora è ambasciatore di Big Plastic Pledge, associazione internazionale di atleti che punta a promuovere un mondo sportivo più plastica-consapevole. L’ho contattato, relazionandolo sulle nostre attività. Vorrei capire come far aderire il GS Speranza al movimento”. Entusiasta dell’iniziativa di Bianca Laura anche la dirigenza della società, come spiega Maurizio Capocci, Tecnico responsabile della squadra agonistica e membro del Consiglio Direttivo del Gruppo Sportivo: “La nostra è una piccola società, quasi ‘familiare’. Questo contribuisce a sensibilizzare i ragazzi verso alcuni temi come il rispetto dell’ambiente nel quale fanno sport. Bianca ha poi aggiunto il suo entusiasmo, il suo spirito di iniziativa e la voglia di fare qualcosa di concreto: infatti non basta solo evitare di sporcare ma bisogna agire per migliorare la condizione del mare. È questo il messaggio che spero la nostra iniziativa riesca a trasmettere non solo ai nostri ragazzi ma anche alle altre società”.

E continua Capocci: “Tutti noi abbiamo quindi accolto con grande entusiasmo quest’idea e tutto lo staff tecnico si è messo a disposizione per dare il proprio contributo ad ogni uscita. Va considerato che noi ci alleniamo in un bacino dove sono ormeggiate barche da diporto, prossimo ad una grande area portuale quindi i temi ambientali e, in particolare, quello relativo ai rifiuti che vengono gettati nel nostro mare, sono particolarmente sentiti: in un’area così antropizzata, ogni piccolo gesto per migliorare la zona è importantissimo. Già da un anno abbiamo invitato i nostri ragazzi a non usare bottigliette di plastica per gli allenamenti ma solo borracce riutilizzabili”.