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Autostrade, stanotte verdetto sulla concessione? Toti: “Qualsiasi decisione è meglio di questa palude”

Alle 22 il consiglio dei ministri, c'è anche l'ipotesi commissariamento. Il governatore: "La propaganda sta affondando il Paese"

Genova. “Qualsiasi decisione è meglio di questa palude di propaganda che sta affondando la Liguria e il Paese”. Così il presidente ligure Giovanni Toti mentre a Roma sono ore decisive per il dossier della concessione ad Autostrade che potrebbe essere revocata in questi giorni.

È probabile che il passaggio a palazzo Chigi sia quello decisivo, ma il dossier Autostrade non è esplicitamente citato nell’ordine del giorno che lascia spazio solo a “varie ed eventuali”. Una riunione che comunque sarà ad alta tensione per il governo, con il premier che potrebbe essere costretto a “fare la conta” visto che Italia Viva continua a storcere il naso sull’ipotesi di estromettere i Benetton che potrebbe costare diversi miliardi allo Stato.
Sul piatto anche l’ipotesi commissariamento. “E’ l’unico modo per avviare la revoca”, dice Giancarlo Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, (M5S) a Rai Radio1. “Avviene attraverso la revoca di Aspi per cui non si perde neanche un posto di lavoro”. “La società – dice Cancelleri- continuerebbe a lavorare attraverso un commissario governativo. Dopodiché si mette al bando la concessione. Poi c’è il tema dei controlli di sicurezza. Noi come M5s stiamo proponendo che Anas subentri solo nella parte di controlli di sicurezza.”

“Il governo scelga – incalza Toti -. Non spetta alla Regione che non conosce le carte, non è parte di un contratto di concessione: sta solamente subendo i danni di un braccio di ferro infinito. In due anni non si è ritirata la concessione, non si è confermata la concessione, non si è fatta partire l’agenzia per il controllo delle infrastrutture e, al contempo, si ispezionano tutte le gallerie in un solo mese alla partenza della stagione estiva”.

Dopo la causa civile avviata dalla Regione Liguria nei confronti di Mit e Aspi con il primo atto formale, la richiesta di accesso agli atti, non sono arrivati segnali: “Un silenzio assordante”, conclude Toti.