Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Autostrade, il premier Conte rivendica la scelta: “Ha vinto la memoria delle 43 vittime del Morandi”

Il presidente del consiglio su Facebook: "Ha vinto lo Stato"

Roma. “Lo Stato ha vinto”. E “ha vinto il rispetto della memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi”. Il premier Giuseppe Conte riassume e rivendica così la decisione assunta dal consiglio dei ministri dopo una notte di fuoco: niente revoca della concessione, ma ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Autostrade per l’Italia e l’uscita progressiva uscita dei Benetton.

Una decisione che, come scontato, non ha spento le polemiche, nate nei mesi e nelle settimane scorse ma, anzi, è riuscita ad alimentarle. E tra attacchi, in particolare di stampo politico, è arrivato, come prevedibile, l’intervento in merito del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Vi proponiamo, qui di seguito, il post integrale del premier su Facebook.

“Ieri è successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana. Il Governo ha affermato un principio, in passato calpestato: le infrastrutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e un servizio efficiente.

Non spetta al Governo accertare le responsabilità penali per il crollo del Ponte Morandi. Questo è compito della magistratura e confidiamo che presto si completino questi accertamenti in modo da rendere giustizia a tutte le vittime di questa tragedia.

Il compito del Governo è contestare le gravi violazioni contrattuali e la cattiva gestione di cui si è resa responsabile Aspi e impedire che i privati possano continuare ad avvantaggiarsi di una concessione totalmente squilibrata a loro favore sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista economico.

Dopo un negoziato durissimo, il risultato è:
– L’estromissione della famiglia Benetton: i Benetton hanno accettato di cedere la loro partecipazione in Aspi e quindi la gestione della infrastruttura (attraverso due percorsi societari alternativi);
– Autostrade per l’Italia (Aspi) diventa una public company. E comunque avrà un socio pubblico di riferimento e sarà aperta a nuovi investitori istituzionali;
– Risarcimento Danni. Hanno accettato di corrispondere un cospicuo risarcimento danni (3,4 miliardi);
– Disciplina dell’inadempimento. Hanno rinunciato alla clausola di assoluto privilegio che gli attribuiva il diritto di ottenere i mancati guadagni per tutta la durata della concessione (circa 23 miliardi) pur in caso di scioglimento del contratto per gravissimo inadempimento (come nel caso del crollo del Ponte Morandi);

E ancora:
– Nessun spazio a negligenza, incuria e manutenzione approssimativa. Anzi, maggiori investimenti in manutenzione e sicurezza. La sicurezza dei cittadini non è revocabile. Puntiamo ad un rafforzamento del sistema dei controlli e all’aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni. Nessuno resterà impunito;
– Tutela del lavoro. La partita su Aspi non poteva essere giocata sulla pelle di famiglie. L’intervento dello Stato tutela i posti di lavoro e in una prospettiva di lungo periodo offre anzi una visione occupazionale di ampia portata;
– Moderazione del sistema tariffario. Nostri i pedaggi, loro i profitti? Non più. Hanno accettato di riformulare il piano tariffario secondo le nuove indicazioni dell’autorità regolatoria (ART) e hanno accettato di riportare in equilibrio economico e giuridico la convenzione che appariva totalmente squilibrata a favore di Aspi, cosa questa che è all’origine delle difficoltà di questo negoziato;
– Hanno accettato di rinunciare e abbandonare tutte le cause contro il concedente.

Tutto questo andrà tradotto nei prossimi giorni in un accordo chiaro e trasparente. Questa è l’unica strada che potrà impedire la revoca della concessione. Nel Cdm di ieri è stata scritta una pagina inedita della nostra storia. L’interesse pubblico ha avuto il sopravvento rispetto a un grumo ben consolidato di interessi privati. È successo qualcosa di straordinario che dovrebbe essere semplicemente ordinario.

Ha vinto lo Stato. Hanno vinto i cittadini. Avremo tariffe più eque e trasparenti, più efficienza, più controlli, più sicurezza. Ha vinto, infine, il rispetto della memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi.