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Alluvioni a Genova, corsa per mettere in sicurezza rii e torrenti: ecco la mappa dei lavori

Programmati 244 milioni per lavori in corso o pronti a partire ma Fegino vivrà un altro autunno di paura

Genova. Le ruspe nel Bisagno hanno già terminato il loro compito, forse con qualche settimana di anticipo rispetto agli anni scorsi. Da metà luglio Aster ha avviato gli interventi di pulizia nell’alveo del torrenti, un programma che si concluderà a metà settembre quando inizierà la vera stagione delle piogge. Ma, vegetazione a parte, sono ancora molti i cantieri aperti e quelli da aprire per mettere davvero in sicurezza i corsi d’acqua genovesi più pericolosi. Basti pensare che, tra lavori in corso e lavori in via di affidamento, sono in ballo opere per 244 milioni in tutta la città.

Partiamo proprio dal Bisagno. I lavori dello scolmatore, eseguiti dal consorzio stabile ReseArch con Manelli Srl e Amec Srl per 160 milioni di euro, sono iniziati a maggio e andranno avanti per quattro anni. Nel frattempo si concluderà entro l’anno l’ultimo lotto della nuova copertura a Brignole (37 milioni e mezzo) che eliminerà l’effetto-imbuto nel tratto terminale. Con questi due interventi il torrente sarà effettivamente “disinnescato” dopo anni di devastazioni e vittime.

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Il Bisagno sarà più sicuro grazie anche allo scolmatore del Fereggiano, opera ormai terminata e funzionante, già collaudata con successo lo scorso autunno. La sua efficacia però sarà ridotta finché non sarà realizzata la briglia selettiva che impedirà ai detriti di ostruire il pozzo di captazione: i lavori a Quezzi però sono iniziati da poco e dovrebbero terminare a ottobre. Nella stessa zona è partito l’adeguamento idraulico del rio Finocchiara, con la fine dei lavori prevista a gennaio 2021.

Sempre in bassa Valbisagno ancora l’opera di presa dei rii Rovare e Noce che continuano a spaventare gli abitanti di San Fruttuoso e che in futuro dovranno raccordarsi allo scolmatore del Fereggiano. Nella media valle stanno iniziando i lavori sul rio Denega e sul rio Gatto, due piccoli ma pericolosi affluenti nei pressi di Molassana: le opere, per complessivi 730mila euro, saranno completate rispettivamente a dicembre 2020 e luglio 2021. Sono ancora fermi alla fase di progettazione, invece, i rii Veilino, Sant’Antonino, Rosata e Torre di Quezzi.

Generica

La buona notizia è che finalmente è stato pubblicato il bando di gara per lo scolmatore del rio Vernazza-Chiappeto responsabile delle inondazioni di via Pontetti a Sturla. Dopo anni di rinvii e ritardi, il quartiere sarà in sicurezza solo a gennaio del 2022, sempre che i lavori inizino davvero nel prossimo novembre come prevede l’iter di affidamento. Nel frattempo le piogge faranno ancora paura. Sempre a Levante c’è l’adeguamento idraulico del tratto terminale del torrente Nervi, strettamente legato alla riqualificazione del porticciolo: lavori pronti a partire, da ultimare entro il 2020.

Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio

Saranno mesi di apprensione anche a Fegino, in Valpolcevera, la zona che più di tutte ha patito le conseguenze del maltempo durante l’ultimo autunno. Il terzo lotto dell’adeguamento idraulico del rio omonimo, soggetto a frequenti esondazioni, è ancora in fase di progettazione e al momento non c’è una data di inizio dei lavori. Nei prossimi mesi non sarà pronto nemmeno il potenziamento del sistema di drenaggio di via Ferri che dovrebbe almeno attenuare l’impatto degli allagamenti: il cantiere finirà a dicembre, salvo imprevisti. Entro settembre, invece, si concluderanno i lavori in somma urgenza sul rio Pianego.

A Sestri Ponente sono cominciati i lavori per demolire e ricostruire il ponte obliquo sul Chiaravagna, un cantiere che andrà avanti fino a giugno dell’anno prossimo, mentre a fine 2020 sarà completata la messa in sicurezza nell’area ex Piaggio vicino alla foce. Manca ancora il primo stralcio dell’ultimo lotto, in fase di affidamento, che dovrebbe vedere la luce all’inizio del 2022. Il rio Molinassi, invece, rientrerà nel pacchetto del ribaltamento a mare di Fincantieri, e così anche Cantarena, Marotto-Monferrato e Ruscarolo. Tutto fermo alla progettazione. Situazione simile per secondo lotto del Varenna a San Carlo di Cese.