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A Genova bus affollati ma Amt non potenzia il servizio: “Puntiamo a ripristinare i posti a sedere” fotogallery

Le foto dei lettori dimostrano che osservare il distanziamento sociale spesso è impossibile. Beltrami: "Continuiamo a monitorare, interveniamo con sussidiarie"

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Genova. Ormai non ci fa più caso nessuno, ma osservare il distanziamento sociale sui mezzi pubblici a Genova è questione di fortuna. O meglio: dipende dalla linea, dalla fascia oraria e dal tipo di vettura. Con un paradosso che sui treni è stato risolto e sui bus ancora no: in piedi si viaggia spesso appiccicati, mentre sui sedili sarebbe vietato stare vicini.

Ieri abbiamo pubblicato su Facebook una foto scattata in modo del tutto casuale a bordo di un bus della linea 82 in corso Sardegna, direzione Brignole, alle 10 del mattino. Tutti con la mascherina, ma l’affollamento appare comunque notevole. “È sempre così”, commentano alcuni lettori.

Così ci arrivano altre immagini raccolte di recente su linee che percorrono le altre direttrici cittadine: 1, 7, 9, 15, N1. In tutti i casi si vede più gente di quella che dovrebbe esserci, con una sofferenza che sembra più evidente nelle fasce serali e notturne, quando il servizio è ancora più rarefatto.

Da metà giugno è in vigore l’orario estivo e per ora l’azienda non ha intenzione di aumentare le corse, anche se la capienza massima resta fissata per legge al 60% dei posti disponibili. “È comunque un carico consistente, significa far salire 62 persone su un 12 metri – spiega Marco Beltrami, presidente di Amt -. Noi cerchiamo di monitorare anche se non sono previsti potenziamenti strutturati. Quando possibile interveniamo con corse sussidiarie, ma dipende dalla disponibilità di macchine e autisti”.

Com’è noto, infatti, in estate bisogna smaltire le ferie degli autisti e anche i veicoli vengono tenuti più a riposo per evitare un’usura precoce. Qualcosa però si può fare. “Questo limite del 60% non ci crea grossi problemi dal punto di vista dei carichi – sostiene Beltrami – ma sarebbe utile recuperare qualche posto a sedere, su cui rimane ancora il vincolo”. A bordo dei bus, infatti, restano incollati alcuni adesivi che vietano di sedersi dove i posti sono più ravvicinati, con l’assurdità che diminuisce la distanza dei passeggeri in piedi. 

“Sarebbe auspicabile che la Regione intervenisse – continua Beltrami – perché questo semplificherebbe il quadro normativo senza cambiare la modalità operativa”. I posti recuperati non sarebbero molti, si stima una decina sui bus di 12 metri, ma sarebbe comunque un passo avanti. Passo che è stato fatto su treni e corriere grazie a un’ordinanza regionale firmata dal governatore Toti su spinta dell’assessore Berrino proprio per mitigare il caos scoppiato negli scorsi weekend sui convogli che raggiungono la riviera.