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Nuova generazione

Videochat tra il sindaco Bucci e gli studenti genovesi: “Il plexiglass in classe? Non funziona, meglio le mascherine”

Dialogo su maturità ai tempi del Covid, nuovo ponte, ma anche ambiente e digital divide. Con qualche problema di rete, giusto per avere un'idea di quanto la "dad" possa essere complicata

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Genova. “Il plexiglass nelle aule per contrastare i contagi? Non mi convince affatto, secondo me è molto meglio indossare le mascherine, ma non dipende da me e dovremo aspettare le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità”, lo ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci immaginando insieme ai ragazzi delle scuole superiori genovesi collegati con lui durante una diretta streaming le modalità della didattica con il ritorno in classe, a settembre.

L’incontro avvenuto con una trentina di giovani collegati da casa, studenti di licei e istituti professionali pubblici e paritari, è stato organizzato dall’Agenzia per la Famiglia del Comune di Genova per mettere in contatto adolescenti e istituzioni dopo il delicato periodo di emergenza Covid.

Il tema della “dad”, la didattica a distanza, è tornato più volte. Alcuni giovani come Sara, dell’Istituto Ad Nives di Pegli e Jurgen, del Don Bosco, hanno fatto notare come per molti l’assenza di una rete internet e di un buon segnale wifi sia stato una discriminante per molti coetanei sia da un punto di vista tecnologico sia economico. “In futuro – ha detto Bucci – se ce ne sarà bisogno dobbiamo trovare soluzioni perché nessuno resti indietro, anche perché la scuola di domani sarà sempre più un mix tra comunicazione digitale e presenza fisica”.

Tra i temi affrontati dagli studenti, la questione dello sport interrotto causa Covid, delle politiche per ridurre le emissioni inquinanti, le piste ciclabili, il volontariato.

Qualcuno fra i giovani ha anche provato a interpellare Marco Bucci su alcuni temi caldi. Celeste, 18 anni, ha affrontato quello della polemica sul concerto inaugurale del ponte, non gradito alle famiglie delle vittime e agli sfollati: “Ci saranno due eventi – ha detto il sindaco – uno per celebrare il nuovo ponte e uno per commemorare i morti, il 14 agosto, in ogni caso concorderemo ogni passaggio con i comitati dei parenti delle vittime”.

A “innervosirlo” di più, però la domanda di Ester, studentessa del liceo Mazzini, sui sacchetti di plastica segnaposto sulle spiagge. La ragazza, che per affrontare il tema della crisi delle città contemporanee, ha citato Italo Calvino è stata redarguita dal primo cittadino: “Calvino non scriverebbe mai che un sacco di 7 chili può essere trasportato dalle onde sul bagnasciuga”, ha tagliato corto Bucci invitando i giovani “a pensare con la loro testa e a non farsi infinocchiare”.

In apertura una riflessione sull’esame della maturità ai tempi del Covid: “Oggi voi state vivendo questa emergenza, io ho finito il liceo nel 78, pochi giorni dopo il ritrovamento di Aldo Moro ucciso dalle Br – ha raccontato il sindaco a due studenti del liceo Doria, lo stesso istituto da lui frequentato – anche allora il clima era terribile, tutto era molto difficile, questo per dire che ne abbiamo passate tante e passeremo anche questa, quando usciremo da questa emergenza la nostra società sarà diversa da quella di oggi e dobbiamo fare il modo che sia migliore, questo è il significato della parola progresso”.

Durante la diretta streaming qualche problema di rete ha reso non proprio immediata la comprensione delle domande dei ragazzi, e a circa metà trasmissione, la videoconferenza si è interrotta. Niente di nuovo per chi, come i giovani e i loro insegnanti, ha dovuto portare avanti per mesi l’esperienza della scuola su internet.

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