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Vestiti coi sacchi dell’immondizia, la protesta degli operatori socio-sanitari: “Ora non dimenticateci” fotogallery

Flash mob del comitato regionale in piazza De Ferrari: "Vogliamo essere riconosciuti come categoria professionale"

Genova. Si sono vestiti coi sacchi neri della spazzatura “perché siamo considerati zero, ed è così che ci sentiamo”. In piazza De Ferrari per la prima volta è andata in scena la protesta degli operatori socio-sanitari (noti di solito come oss) che chiedono “di non essere dimenticati dopo l’emergenza coronavirus”.

“Vogliamo il riconoscimento come categoria professionale sanitaria – spiega Loriana Fattorini, membro della presidenza del comitato Cts Oss Liguria – perché al momento siamo assunti con mansioni tecniche e non potremmo nemmeno avere contatto con i pazienti, mentre l’assistenza ai malati è il cuore del nostro lavoro”.

In piazza è andato in scena anche il ricordo di Franco Capri, operatore socio sanitario in servizio al Galliera stroncato dal coronavirus lo scorso aprile. Alcuni manifestanti hanno esposto un cartello con la sua foto. “Vorremmo essere considerati come gli infermieri – continua l’esponente del comitato – e avere accesso alla formazione continua, perché al momento non ne abbiamo diritto”.

Tra le richieste c’è anche lo sblocco del concorso regionale da 274 posti che permetterebbe la stabilizzazione di molti operatori nel settore pubblico viste le disparità di trattamento nelle strutture private. Tra i partecipanti al flash mob anche due giovani oss in servizio sulla nave ospedale Gnv Splendid ormeggiata nel porto di Genova. “Nel periodo di emergenza ci sono state alcune assunzioni, ma ora non vogliamo essere dimenticati”.