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Vertenza A. Mittal, Manganaro (Fiom): “Per uscire dalla palude serve la rabbia dei lavoratori”

Stamani tavolo con il governo, la prossima settimana dovrebbe essere convocata anche l'azienda

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Genova. “Un incontro inconcludente dove il governo rigetta il piano di Mittal come ma non è stato in grado di dirci nemmeno oggi cosa intende fare se Arcelor Mittal non torna indietro. Quello che ci vorrebbe adesso è la rabbia dei lavoratori, l’unica che può farci uscire dalla palude”. Così il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro commenta l’incontro che si è tenuto questa mattina in video conferenza tra il governo e i sindacati sulla vertenza Arcelor Mittal dopo che l’azienda venerdì ha presentato al governo il nuovo piano industriale.

“Il nuovo piano non ce l’hanno voluto presentare perché dicono di essere tenuti alla regola della riservatezza ed hanno utilizzato le indiscrezioni giornalistiche, ma a questo punto il piano in dettaglio non ci interessa più: lo respingiamo così come respingiamo l’accordo del 4 marzo tra governo e Mittal. Per noi resta valido l’accordo firmato a settembre 2018 e vogliamo sapere qual è il piano, con quali soldi e in che tempi”.

Per il segretario della Fiom “non possiamo aspettare altri sei mesi, il governo ora pensa di poter ottenere soldi dall’Europa in particolare per la siderurgia green, ed è su questo che tenterà di convincere Mittal a rimanere, ma se così non fosse non c’è altro tempo da perdere perché negli stabilimenti ex Ilva gli impianti si stanno praticamente spegnendo da soli visto che gli investimenti non ci sono e ai tavoli parliamo solo di cassa integrazione”.

Se la situazione è complessa, a Genova i lavoratori sono pronti ancora una volta a rispondere: “A Genova non siamo disposti a farci mettere all’angolo e siamo pronti a ripartire con la lotta. Speriamo di non doverlo fare da soli”.

La prossima settimana il Governo dovrebbe convocare un nuovo tavolo con azienda e lavoratori.