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Ucciso dal Covid tre mesi fa, Paolo Micai avrà il suo funerale mercoledì 24 giugno

Lo hanno comunicato la figlia Giulia e la moglie Marina. Il giornalista era stato in prima linea nel raccontare l'emergenza pandemica con servizi in vari ospedali

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Genova. “Dopo 3 mesi potremo darti il saluto che avresti meritato”. Lo scrivono sui social, e vogliono che tutti sappiano, Giulia Micai e Marina Galeone, figlia e moglie di Paolo Micai, videoperatore e giornalista morto a 60 anni il 24 marzo scorso ucciso dal Covid-19.

I funerali, non concessi inizialmente per via delle normative anti-contagio e del lockdown, si terranno questo mercoledì 24 giugno alle 10e30 nella chiesa dell’Annunziata di Sturla. “Tu sarai in mezzo a noi, le tue ceneri avranno le preghiere e la benedizione, la tua cassa gialla con cui hai girato il mondo non conterrà l’attrezzatura del grande professionista che eri ma potrà essere riempita di biglietti, pensieri, fiore che ognuno vorrà lasciare”.

Giulia e Marina ringraziano già da ora chi potrà essere loro accanto in quel giorno e chi vorrà esprimere un ricordo dall’altare.

Stimato e apprezzato da tutto il mondo del giornalismo e della comunicazione in città e non solo, era stato ricoverato una settimana prima del decesso al San Martino. Nell’ultimo mese, poco prima di ammalarsi, aveva raccontato in prima linea il dramma della pandemia accompagnando con le sue immagini i racconti dei giornalisti dalle città e dai paesi più colpiti.

Micai aveva iniziato a 17 anni a Telegenova come apprendista. Nel 1979 aveva lavorato per Tivuesse. Nel 1985 era passato a Mediaset per la quale aveva realizzato reportage e documentari da tutto il mondo. Aveva seguito anche il Giro d’Italia per tre anni.