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San Giovanni e la parata della “città di sotto”: in 400 al falò della Commenda

Il corteo ha colorato il centro storico, "accalappiando" anche i turisti di passaggio

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Genova. Circa quattrocento persone hanno seguito il corteo organizzato dai centri sociali e attivisti che iera sera ha colorato il centro storico in occasione della festa di San Giovanni, patrono della città, ricorrenza che apre le porte alla stagione estiva, in parallelo alle celebrazioni ufficiali.

La parata, accompagnata da musica e giocoleria itinerante, è partita da piazza della Meridiana, per attraversare tutto il centro storicoo, passando da piazza Matteotti e Caricamento, per concludersi presso la Commenda di Prè, dove la festa è culminata nel tradizionale falò. Nel gruppo anche diversi turisti, “accalappiati” durante il tour proprio dai colori e dalla allegria della festa.

Forte, ovviamente, la connotazione politica della manifestazione: a bruciare nel falò propiziatorio non un effige della principessa Salomè (colei che fece decollare il santo), ma i simboli di confindustria, responsabile secondo gli attivisti “dei disastri economici che stiamo vivendo e dello sfruttamento del lavoro, del precariato e della disgregazione sociale basata sulle differenze sempre più acute tra le fasce di reddito”. Confindustria è ritenuta responsabile anche dell’allargamento dell’emergenza Covid “grazie alle pressioni fatte alla politica per non chiudere molte fabbriche”, soprattutto nel milanese.

Ma non solo: la contestazione ha toccato un po’ tutti i personaggi politici genovesi, con la “particolare” preghiera a San Giovanni, divenuta una filastrocca del dissenso: “Oh San Giovanni che non hai i documenti, a tutti i razzisti spaccagli i denti. Oh San Giovanni che proteggi i bambini, tagliale reti e distruggi i confini. Oh San Giovanni che sei indecoroso, combatti sta giunta senza riposo. Oh San Giovanni, cugino di Maria, fai sparire Bucci, facci sta magia! Oh San Giovanni che proteggi dal male, dai una sprangata al confindustriale. Oh San Giovanni, che Gesù è tuo cugino, portati via l’assessor Garassino. Oh San Giovanni, Giovanni Battista, battezza col fuoco la merda fascista. Oh San Giovanni ne abbiamo abbastanza, portati via la scuola a distanza. Oh San Giovanni, Bucci è una frana, riempici i pacchi e dacci la grana. Oh San Giovanni, che scendi dal monte, castigaci Toti che sciacalla sul ponte”.

parata città di sotto

Durante il corteo, inoltre, sono comparsi alcuni manifesti che ironicamente riprendono il logo delle istituzioni cittadine, comune e regione, commentando laconicamente e sarcasticamente: “Coi soldi vostri, i cazzi nostri”.