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Regionali Liguria, il nome di Sansa lacera il Pd: ancora 48 ore per salvare l’alleanza

Sul candidato il via libera del vice-segretario Orlando ma il veto della segreteria regionale. Il suo profilo ora sarà votato dalla direzione ligure. A rischio non solo l'accordo con i M5s ma la tenuta dei Dem in Liguria

Genova. Qualcuno – non molti, ma qualcuno sì, specialmente intorno alle prime luci dell’alba – pensava davvero che questo 10 giugno sarebbe stato il giorno in cui l’alleanza giallorossa anti-Toti avrebbe trovato il suo candidato. E quel candidato sembrava davvero essere Ferruccio Sansa. Sembrava che la convergenza su quel nome, che aveva ricevuto il via libera a Roma da Andrea Orlando, vicesegretario del Pd e da Vito Crimi, reggente del M5s, dovesse solo aspettare la ratifica della segreteria regionale dei Dem.

Ma come vi abbiamo raccontato, la videocall che ha sostituito la sede di via Maragliano, si è trasformata in uno scontro acceso dove praticamente tutta la segreteria e alcuni presidenti di circolo hanno detto chiaramente che il nome di Sansa non sarebbe stato accettato. Per usare un eufemismo. L’ipotesi di investire l’inchiestista che per anni ha scritto anche in maniera molto critica del Pd è stata posta come fuori discussione.

Eppure, sempre il nome di Ferruccio Sansa sarà proposto in votazione, questa volta alla direzione regionale del Partito Democratico. Una riunione da convocare e svolgere entro 48 ore. A quanto risulta a Genova24 non esistono, al momento, figure alternative a quella del giornalista del Fatto Quotidiano da proporre a quella riunione che si preannuncia caldissima.

Tra il niet della segreteria di stamani e questo nuovo rinvio – o nuovo appuntamento cruciale che dir si voglia – quest’oggi ci sono state due nuove riunioni a Roma tra i vertici nazionali e locali del campo progressista e dei pentastellati. Anche in quella riunione si è quindi deciso di dare all’alleanza una ultima chance.

Ma sarà possibile uscire dall’impasse? I giudizi della segreteria regionale del Pd su Sansa e le minacce di non supportare la campagna elettorale arrivati questa mattina sembrano lasciare davvero poco margine di manovra. Inoltre parte del Pd è convinto che Sansa candidato spingerà almeno un 5% dei voti dei moderati verso Italia Viva, che correrà da sola (forse con un proprio candidato).

La direzione regionale però è molto più ampia della segreteria e i diversi equilibri potrebbero lasciare ancora spazio all’ipotesi. Sicuramente se le ultime 48 ore sono state fitte di scambi via chat in area Dem le prossime 48 saranno infuocate tra chi cercherà di convincere gli indecisi a non cedere o a farlo a dire sì all’unico nome che, al momento, sembra essere concretamente candidabile. Perché nelle riunioni di oggi e di ieri si è parlato anche della possibilità di individuare un quarto nome “civico” (oltre a Sansa, Massardo e Dello Strologo) ma la realtà è che quel nome, ad oggi, non c’è.

Intanto il Movimento 5 Stelle ligure, che di fatto non ha mai proposto un “proprio” candidato ma che ha appunto garantito l’ensorsement a Sansa (certo, il giornalista è stato uno dei punti di riferimento per i grillini, da subito contatto stretto di Beppe Grillo, e già in passato si era parlato di una sua candidatura pentastellata, dal basso, per il Comune di Genova) sta a guardare. Risultando insolitamente compatto e pacato, nonostante la recente spaccatura, con la leader Alice Salvatore che ha deciso di fondare un nuovo partito, ilBuonsenso.

La delegazione trattante pentastellata, pur ferma nel rifiutare nomi “di partito” come Ariel Dello Strologo o Valentina Ghio, non fa pressioni sui tempi e aspetta che il Pd si metta d’accordo con se stesso. Ma se il nome di Sansa dovesse far saltare il banco, anche per i cinquestelle sarà un bel problema correre da soli alle prossime regionali.