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Regionali Liguria, diplomazie a Roma per superare lo stallo sul candidato, Massardo presenta il simbolo

Il Pd nazionale prova a far accettare l’ipotesi di un nuovo nome alternativo a Sansa. M5s e Campo progressista in attesa di un segnale dai dem liguri

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Genova. In Liguria le trattative sul candidato anti-Toti hanno i connotati di uno stallo messicano a tre. Pd, M5s e la sinistra di Campo progressista attendono la prossima mossa l’uno degli altri. Le diplomazie sono al lavoro a Roma, da dove il messaggio è univoco: “andare avanti con l’alleanza”. Ma intanto mancano meno di tre mesi alle regionali e uno dei potenziali candidati, Aristide Massardo, ha già innescato la prima nella campagna elettorale presentando il simbolo e la sua candidatura a presidente.

L’impressione è che a Roma il Pd (si legga: il vicesegretario Orlando) stia cercando di far digerire agli alleati l’eventualità di un nome alternativo a quello di Ferruccio Sansa, indigesto al partito ligure. L’ipotesi più percorribile sarebbe quella dell’ex segretario della Camera del Lavoro di Genova Ivano Bosco, seguita dal direttore del pronto soccorso del Galliera Paolo Cremonesi. A nessuno dei due sono arrivate, peraltro, richieste formali, ma soprattutto il primo non sarebbe insensibile alla causa in caso di una proposta seria.

Nel frattempo però il M5s ligure e partiti come Sinistra Italiana, LeU, Europa Verde scalpitano. L’assenza totale di risposte da parte del Pd – a partire dalla non pervenuta convocazione della direzione regionale per discutere il nome di Sansa – e il fatto che neppure a San Giovanni, giorno in cui scadeva una sorta di “ultimatum” informale interno alla coalizione, siano arrivate indicazioni preoccupa e irrita. Senza contare il fatto che il Pd sembra, in queste ore, se non più, almeno parimenti, impegnato a ricucire una liason con Italia Viva sia a livello regionale sia nazionale. E Matteo Renzi sarà a Chiavari e alla Spezia, questo sabato, per presentare il suo libro.

Intanto la fuga in avanti di Massardo, se non preoccupa la coalizione giallorossa, la tiene però impegnata con ulteriori ragionamenti. Perché parte del Campo progressista – Italia in Comune e Psi ad esempio – hanno già espresso il loro sostegno all’ex preside della Facoltà di Ingegneria. E sono pur sempre pezzi del fronte anti-Toti, per quanto non imponenti in termini percentuali, che hanno detto basta.