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Regionali, governo “impone” doppia preferenza di genere. Boccia: “Legge del 2016 non ancora recepita”

Molte regioni non hanno ancora modificato i regolamenti per garantire la parità di genere all'interno dell'assemblea

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Genova. Nelle prossime consultazioni regionali, sarà possibile votare con la doppia preferenza di genere. A stabilirlo il Consiglio del Ministri, che ieri ha presentato il meccanismo che garantirà l’equilibrio di genere nel prossimo consiglio regionale.

In realtà la norma che prevedeva la doppia scelta esisteva già, dal 2016, ma non era stata applicata da molte regioni, tra cui la Liguria, che non avevano adeguato le proprie normative sulle indicazioni nazionali.

“Oggi il consiglio dei ministri ha scritto una bella pagina in tema di pari opportunità. Anche Puglia e Liguria alle prossime regionali potrebbero votare con la doppia preferenza di genere – ha commentato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia – Ovviamente se i consigli regionali non ancora conformi alla legge elettorale con la parità di genere, decidessero in autonomia di adeguarsi sarebbe una soddisfazione per tutti ed eviteremmo forzature che a questo punto riteniamo inevitabili per garantire l’effettiva parità uomo donna nella rappresentanza nei consigli regionali”.

“Abbiamo provato a cambiare la legge elettorale, proponendo di eliminare il listino e inserendo anche la preferenza di genere – ha spiegato ieri sera Giovanni Toti – ma le forze politiche non hanno trovato un accordo. Aspettiamo di vedere il dispositivo del Consiglio dei Ministri”.