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Posteggi per bici, i ciclisti urbani consegnano al Comune la lista dei luoghi dove servirebbero

Come modello sì a quelli "ad archetto", a prova di ladro, e no alle rastrelliere, che non consentono di legare il telaio

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FIAB CONSEGNA AL COMUNE LA LISTA DEI CICLOPOSTEGGI RICHIESTI DAI CICLISTI URBANI GENOVESI.

Genova. “Bene la rete ciclabile d’emergenza della quale la De Ferrari – Boccadasse ha fatto da apripista ma se vogliamo agevolare le persone che utilizzano la bici negli spostamenti quotidiani dobbiamo dargli la possibilità di posteggiarla facilmente ed in sicurezza”. E’ questo quello che dicono da FIAB Genova, l’associazione che assieme a Confprofessioni ha donato al comune il progetto di una rete ciclabile cittadina di 130 km.

“Per conoscere i desideri dei ciclisti urbani genovesi o aspiranti tali abbiamo condotto un sondaggio on line chiedendo alle persone dove vorrebbero un cicloposteggio. Il sondaggio è stato diffuso sui canali social grazie anche al gruppo Facebook #genovaciclabile che raccoglie 7.892 membri ed alle altre associazioni che si occupano di mobilità dolce. Dopo una settimana sono pervenute 226 richieste che riguardano un po’ tutta la città anche se il centro risulta il più gettonato” ha dichiarato Romolo Solari, presidente di FIAB Genova.

I cicloposteggi richiesti sono stati riportati su di una mappa, consultabile a questo link e sono stati comunicati all’assessore alla Mobilità Matteo Campora e al responsabile dell’Ufficio Smart Mobility Enrico Musso.

Interessante vedere come i cicloposteggi richiesti si concentrino verso alcuni poli attrattori che possono essere ad esempio gli uffici del centro cittadino o le università, ad esempio la facoltà di Medicina a San Martino. Ci sono poi anche richieste concentrate in alcune delegazioni quali ad esempio Pegli, Sestri o Sampierdarena segno che non c’è solo mobilità ciclistica verso il centro città ma esiste anche una mobilità interna a queste.

Stiamo ovviamente parlando di cicloposteggi diurni dove uno lascia la bici perché ha raggiunto l’ufficio, la scuola, il negozio. Per quelli notturni dei quali se ne sente altrettanto il bisogno la partita è più complessa ma ci conforta il fatto che il consiglio comunale abbia votato all’unanimità una mozione che impegna il sindaco e la giunta a trovare delle soluzioni quali ad esempio l’utilizzo come bicibox i bassi del centro storico sequestrati alla mafia. Per questi ha fatto scuola il bicibox della Maddalena gestito dall’Associazione Ama.

Ma tornando ai cicloposteggi diurni qual è il modello preferito? “I ciclisti urbani genovesi hanno le idee chiare in proposito. Non vanno usate le rastrelliere tipo scolapiatti che rovinano le ruote e non consentono di legare il telaio. Vanno benissimo gli archetti già presenti in città che sono funzionali, economici e di facile reperibilità nei magazzini comunali”.