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Pendolari lanciano raccolta firme: “Servono più treni, calpestato il nostro diritto alla mobilità”

In questo momento di emergenza servirebbe "un treno ogni ora, 7 giorni su 7, dalle ore 5 alle ore 21"

Genova. I treni sulla tratta Acqui Terme-Genova “erano insufficienti prima della pandemia Covid e tali sono rimasti. L’offerta ferroviaria è stata ulteriormente ridotta ed i pendolari non hanno modo di andare a lavorare con un mezzo sicuro; la nostra gente ha difficoltà a spostarsi verso Genova, anche per ricorrere a cure mediche”.

Così inizia il comunicato stampa del Comitato Pendolari Valle Stura e Orba, che da anni lotta per il miglioramento del servizio di trasporto pubblico su rotaia, utilizzato ogni giorno da centinaia di cittadini. Un servizio che potrebbe essere la valida alternativa alla strada, soprattutto in questa fase di vera emergenza, ma che nei fatti non riesce a soddisfare le domanda.

“Chiediamo un vero ed effettivo orario cadenzato dei treni per sopperire alla grave situazione che si sta presentando quotidianamente sulla A26 Voltri-Gravellona Toce e sulla ex SS456 del Turchino. Nel silenzio più assoluto il nostro diritto alla mobilità, riconosciuto all’art.16 della Costituzione italiana e richiamato all’articolo II-105 nella Carta dei diritti dell’Unione europea risulta calpestato. Onde evitare un ulteriore intasamento della viabilità autostradale e stradale, già in ginocchio, l’unica alternativa utile atta a mitigare i disagi ormai permanenti, risulta essere la tratta ferroviaria, unica e sola altra via di comunicazione disponibile”.

Per questo motivo il comitato ha lanciato una petizione on line, una raccolta firme, per arrivare a chiedere alle istituzioni locali una maggior tutela dei pendolari, e una maggior apporto del servizio di trasporto su base regionale.

“Per non rimanere isolati e per le criticità che abbiamo vissuto, dapprima per il crollo del ponte Morandi ed in seguito per la recente alluvione che si è abbattuta sui nostri territori, il Comitato Difesa Trasporti Valle Stura e Orba chiede che sulla tratta ferroviaria Acqui-Ovada-Genova Brignole venga applicato un vero orario cadenzato, ossia un treno ogni ora, 7 giorni su 7, dalle ore 5 alle ore 21, almeno fino al termine delle criticità presenti nella viabilità autostradale e stradale”.