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Operazione Lockwheels, sigilli per il Centro pratiche auto di Genova

Documenti falsificati facendo figurare l'acquisto all'estero da parte di privati per evadare l'iva. Nove ordinanze di custodia cautelare

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Genova. Mercedes, Audi, Bmw acquistate in Germania ma anche Francia e Spagna tramite società “cartiere” ma fatte passare come acquisti da parte di privati per truffare il fisco. Sono quasi tutti genovesi i membri dell’organizzazione criminale a cui questa mattina Guardia di finanza e Agenzie delle dogane hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare: tre di loro sono finiti in carcere, due agli arresti domiciliari e quattro agli obblighi di dimora.

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I reati contestati sono relativi ad un’associazione per delinquere, finalizzata alla dichiarazione fraudolenta IVA, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento di scritture contabili e falso in atto pubblico.

“Sostanzialmente i principali responsabili di questa organizzazione che erano titolari di società fittizie – spiega il comandante del primo gruppo delle fiamme gialle Ivan Bixio – acquistavano autovetture sopratutto sul mercato tedesco. La normativa prevede che la società italiana che acquista dal fornitore tedesco non paghi l’iva in Germania, ma paghi in Italia all’atto di immatricolazione. Attraverso un’agenzia di pratiche auto che falsificava una serie di documenti per far risultare che l’auto fosse stata acquistata da un privato con la dichiarazione che aveva assolto l’Iva in quel Paese”.

Una truffa che è fruttata 9 milioni di euro. tra il 2016 e oggi. Ruolo centrale del sodalizio criminale lo aveva un’agenzia di pratiche auto, il nuovo centro di pratiche auto che è stato posto sotto sequestro. La responsabile dell’agenzia, indagata, non è stata invece sottoposta a misura cautelare proprio per la collaborazione fornita agli investigatori. “Un altro sistema – ha spiegato Daniela Dispenza, responsabile dell’ufficio antifrode dell’agenzia delle dogane – era l’acquisto da fornitori nazionali mediante l’utilizzo di società cartiere con l’emissione di lettere di intento utilizzando dei plafond Iva inesistenti”.

I privati che comparivano come acquirenti erano – hanno spiegato gli investigatori – per lo più ignari di quanto stava accadendo: “C’era chi aveva acquistato regalmente un’auto da un autosalone o chi proprio un’auto non l’aveva nemmeno acquistata”.

Poi c’erano alcuni prestanome. Le stime dell’evasione sono probabilmente per difetto: “Dalla nostra attività più recente – ha spiegato il colonnello Bixio – abbiamo scoperto che il centro pratiche auto da settembre 2019 a febbraio 2020 aveva svolto circa 200 pratiche al mese di auto di provenienza intracomunitaria”.

“Si tratta di una grossa frode all’erario – ha spiegato il procuratore aggiunto Francesco Pinto – a cui la procura di Genova lavora dal 2016 insieme alla guardia di finanza che è stata approfondita con un’ottima sinergia con l’agenzia delle Dogane che con la gdf ha messo insieme diversi filoni di inchiesta che riesce a ricostruire un insieme di rapporti che ramificavano non solo a Genova ma in altri territori del paese, dai capi dell’organizzazione colpiti dalle misure ai prestanome che – di volta in volta – venivano da questi posti a capo delle diverse società “cartiere”, ai soggetti incaricati della distribuzione sul territorio nazionale delle vetture acquistate sino ad alcuni collaboratori operanti all’estero nonché società estere direttamente gestite dall’organizzazione”.

Oltre al sequestro del Centro pratiche auto, è stato disposto dalla procura anche il sequestro preventivo per equivalente di beni per oltre 1 milione di euro e sono in corso di esecuzione perquisizioni in quattordici siti ubicati nelle province di Genova, Savona, Milano, Roma ed Avellino.

In carcere sono finiti Dimistri Bavastrello di Genova, Nicola Zaccheo di Genova, Iuri Chiusi (irreberibile), nato a Genova. Ai domiciliari sono finiti Ciro Ruta di Napoli e Giuseppe Ariganello, nato a Catanzaro e residente a Roma. L’obbligo di dimora è scattato per Maurizio Degortes di Genova, Valentina Colomba residente a Genova, Tiziana Ravano, anche lei di Genova e Raoul Brugnatelli, residente a Vado ligure.