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Nuovo ponte, i familiari delle vittime: “Non saremo all’inaugurazione, quel luogo non è parte di noi”

Un'assemblea del comitato ha deciso però di accettare che vengano nominati i 43 morti. "Grazie a Mattarella ora la cerimonia è più sobria"

Genova. “Non saremo all’inaugurazione, quel posto non fa parte di noi”. Così il comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, nelle parole che Egle Possetti ha scritto in una lunga nota composta dopo l’assemblea dei familiari di alcuni dei 43 morti, riuniti ieri in parte a Genova in parte via streaming.

Il comitato ha apprezzato il cambio di rotta sul tema dell’inaugurazione, grazie all’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che inizialmente rischiava di diventare uno show in stile “festival” (per usare parole della stessa Possetti) e poi ha assunto connotati più sobri.

Accordato, quindi, che nel momento di apertura del nuovo viadotto si nominino le 43 vittime (“Saremo onorati” scrivono dal comitato, mentre in passato avevano detto che avrebbero preferito non fossero neppure citate), i familiari però preferiranno non presenziare. Al contrario, chiederanno al sindaco Bucci un momento di raccoglimento privato sotto al nuovo ponte, nella piazza dei 43 alberi, dove poi sorgerà il memoriale vero e proprio.

Ecco il testo integrale della lettera del Comitato Ricordo Vittime Morandi

A seguito dell’assemblea tenutasi ieri sera il nostro comitato ha deciso la posizione ufficiale per l’evento che si terrà nel sito del nuovo ponte alla fine dei lavori. E’ stato complesso riuscire a gestire i sentimenti contrastanti che affollavano la nostra mente, infatti le emozioni che la crescita di questa nuova struttura hanno suscitato in noi sono sempre state molto forti, come potrete immaginare.

E’ stato molto difficile assistere in questi mesi alle molte cerimonie e come abbiamo sempre sostenuto, per l’origine “indegna” che ha avuto questa costruzione, il nostro cuore e quello di molti cittadini ha sempre sperato in un’inaugurazione sobria, infatti da sempre pensiamo che i motivi di festeggiamento dovrebbero essere altri.

Ci siamo mossi con forza quando abbiamo capito che l’evento di inaugurazione avrebbe potuto diventare un evento mediatico di gran festa. Non ci siamo opposti a concerti di musica classica, ma francamente ad un certo punto si era generata una tale confusione nell’informazione che per tutti penso sia stato difficile dipanare la matassa.

Per noi purtroppo la ricostruzione del ponte, che dovrebbe unire nuovamente la città, non riuscirà mai a ricostruire quello che abbiamo perso, il lavoro che è stato fatto è molto, le persone che hanno operato nella ricostruzione meritano il nostro rispetto, ma questo ponte per noi ha un significato ben preciso che ci strazia il cuore.

Dopo le nostre pressanti richieste e l’importante intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cerimonia di inaugurazione ha acquisito connotazioni di sobrietà, soprattutto in rispetto di coloro che da quel ponte non sono più tornati.

Ringrazieremo personalmente il presidente nell’incontro privato che avremo, sia per il suo intervento in questa vicenda, sia per averci permesso di parlare con lui e comunicare il nostro sentire.

Saremo onorati che nella cerimonia siano nominate le nostre vittime, che meritano un posto in prima fila, ma come comitato non parteciperemo alla cerimonia di inaugurazione, quel momento in quel luogo non può essere parte di noi.

Al sindaco Bucci abbiamo richiesto un momento intimo di inaugurazione del “Cerchio dei 43 alberi” che sarà installato sotto al ponte, questo sarà il primo abbozzo del Memoriale in ricordo delle vittime, in quel luogo sentiamo la presenza del nostro cuore e il sindaco ci ha dato la massima collaborazione per organizzarlo.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuti e che ci sosterranno in futuro perché nessun nuovo ponte possa cancellare quello che è stato. Con tutto il cuore.
Possetti Egle
Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi