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Nuovo Ponte, i familiari delle vittime: “Con questa impostazione da festival non parteciperemo all’inaugurazione”

Nulla di fatto durante il dialogo tra il comitato e il sindaco. Egle Possetti: "Anche l'idea che i cittadini possano camminare sul viadotto, quel giorno, ci lascia perplessi"

Genova. “Abbiamo idee agli antipodi e con questa impostazione da festival di Sanremo una cosa è certa, noi non parteciperemo”. Lo dice a malincuore Egle Possetti, presidente del comitato dei Parenti delle vittime del ponte Morandi dopo la riunione in videoconferenza con il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci e una delegazione del comitato. Un incontro chiesto da tempo dai familiari per discutere dell’evento inaugurale per l’inaugurazione del nuovo viadotto, il 27 luglio.

“Oggi ci siamo parlati – dice Egle Possetti – ma l’impressione è che loro abbiano le loro idee, idee che non corrispondono alle nostre anzi, possiamo capire che ci siano delle sensibilità diverse di fronte a questa inaugurazione, ma le nostre idee e le loro sono proprio agli antipodi”.

Il sindaco avrebbe detto ai parenti dei morti nel crollo del 14 agosto 2018 che si prenderà ancora una settimana di tempo per valutare la situazione e che li metterà in contatto con la Rai che, insieme a WeBuild (Salini Impregilo) sta organizzando la serata. Durante la videoconferenza non sono emersi dettagli precisi su come dovrebbe svolgersi questo evento.

“Ma a noi che ci sia l’orchestra di Santa Cecilia, una pop star, un conduttore o meno poco cambia – continua Egle Possetti – chi ha vissuto una vicenda come la nostra non può vivere questo evento come se fosse una festa”. Il comitato, che è invece favorevole al concerto del Carlo Felice in piazza a Genova il 26 luglio, vede come “poco opportuna” anche l’ipotesi che il giorno dell’inaugurazione sia concesso ai cittadini di salire sul nuovo ponte. “Bucci ci ha detto che sono i genovesi a volerlo – continuano dal comitato – ma noi siamo sicuri che ci siano anche tanti genovesi che preferirebbero maggiore sobrietà, una cosa è certa, con questa impostazione noi non parteciperemo”.

La presidente del comitato si dice consapevole del significato positivo che la costruzione del nuovo viadotto ha per l’intero Paese: “Tanto di cappello per il lavoro fatto, sono sicura che tutti, dal sindaco, allo staff, agli operai e costruttori, abbiano lavorato con tenacia ma questa cosa che chi rispetta i tempi merita un premio è un qualcosa davvero molto italiano, costruire bene e nei tempi dovrebbe essere la normalità”.

Il comitato aveva proposto che durante l’inaugurazione ci si limitasse a far suonare le sirene delle navi in porto: in fondo il nuovo ponte esiste perché quello vecchio è crollato portandosi dietro la vita di 43 persone: “E’ a loro che bisogna portare rispetto, non a noi”, conclude Egle Possetti.