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Nodo ferroviario, sindacati in pressing: “Bene lo sblocco, adesso assumere 50 lavoratori”

Dopo la firma del contratto Rfi-Cociv la Filca Cisl chiede la clausola sociale per le maestranze ex Fergen e Astaldi

Genova. Subito un incontro con il Cociv per assicurare un futuro ai 50 lavoratori del nodo ferroviario rimasti senza occupazione dopo la crisi del colosso Astaldi. A chiederlo è la Filca Cisl dopo la notizia giunta sabato della firma sul contratto con cui Rfi affida ufficialmente l’opera al consorzio e garantisce la ripartenza del cantiere.

“Ringraziamo il commissario Mauceri che ha saputo sbloccare una situazione difficile e confidiamo in lui anche per risolvere la questione occupazionale. Già nelle scorse settimane aveva dimostrato grande attenzione a questa tema – commenta il segretario ligure Andrea Tafaria -. Adesso sarà chiesto subito un incontro a Cociv per discutere del futuro dei 50 lavoratori ex Fergen e Astaldi che sono senza occupazione dallo stop del cantiere che ormai risale a quasi due anni fa”.

La questione delle maestranze sarà una delle prime da affrontare perché il tempo stringe: “A fine agosto, esattamente il 22, scade anche la cassa integrazione Covid per questi lavoratori. Entro quella data dovranno essere nuovamente assunti dal nuovo soggetto che si occuperà del nodo ferroviario”, incalza Tafaria.

L’opera rappresenta il collegamento diretto con il Terzo Valico per i treni merci in partenza e in arrivo dal Porto di Genova e permette di separare i flussi di traffico tra treni regionali e lunga percorrenza eliminando i colli di bottiglia dell’attuale Nodo genovese e consentendo l’incremento dell’offerta dei treni regionali e metropolitani.