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Meteo, tra giovedì e venerdì previsti temporali: si va verso estate anomala? previsioni

Ci sarà anche un brusco calo delle temperature

Genova. Nella giornata di ieri ha fatto il suo esordio l’estate meteorologica. Ma l’atmosfera, quest’anno, ha scelto di schierare diversamente le proprie pedine sullo scacchiere europeo. Vi avevamo già anticipato come tra le corse dei principali centri di calcolo non si scorgessero ondate di calore e come anzi la tendenza fosse quella votata ad un tempo dinamico. Negli ultimi giorni i centri di calcolo non solo hanno confermato tale proiezione, ma hanno anche calcato la mano, arrivando a proporre scenari abbastanza inconsueti in relazione al calendario.

Saremo chiari: chi, con l’avvento di giugno, sperava nell’esplosione di quell’estate, fatta di una lunga sfilza di giornate placide, più o meno serene, tutte uguali, condite da temperature da collasso, rimarrà deluso.

Lungo il bordo orientale del robusto campo di alta pressione che si erige in pieno oceano Atlantico, si prepara a scivolare una poderosa saccatura, alimentata da masse d’aria piuttosto fredda per il periodo, di estrazione artico-marittima. A cavallo tra le giornate di giovedì 4 e venerdì 5 giugno, essa irromperà sul mediterraneo occidentale con rara franchezza, riuscendo ad esprimere valori di geopotenziale attorno a 550 dam in quota (circa 5500 metri di altezza) e valori di pressione inferiori a 1000 hPa al livello del suolo. Si tratta di numeri assolutamente notevole per il mese di giugno a queste latitudini, degni di una dinamica perturbata di novembre. Ciò non significa – attenzione – che i risvolti su scala locale saranno i medesimi.

In ogni caso, il gorgo barico che verrà a scavarsi proprio in prossimità del mar Ligure sarà motivo di una severo deterioramento delle condizioni meteorologiche anche e soprattutto sulla nostra regione, con piogge diffuse e temporali, localmente di forte intensità, capaci di scaricare quantitativi pluviometrici elevati o molto elevati, soprattutto nelle aree interne. Un evento che non riguarderà direttamente la nostra regione, ma comunque meritevole di menzione, sarà il ritorno della neve su tutto l’arco alpino al di sopra dei 2000/2500 metri.