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Le lavoratrici delle mense scolastiche in piazza: “A settembre vogliamo ripartire” fotogallery

Sono rimaste senza reddito, con ammortizzazioni sociali insufficienti. E l'incertezza su quello che accadrà a settembre

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Genova. “Sono mesi che aspettiamo, a settembre ripartiamo” scandiscono tra striscioni e bandiere le lavoratrici delle mense, in piazza oggi a Genova in attesa di certezze per il futuro.

Lavoratrici delle mense scolastiche in piazza

Sono circa un migliaio nella nostra città, quasi tremila in Liguria. Oggi con il supporto dei sindacati Fisascat e Uiltucs Liguria e delle confederazioni Cisl e Uil regionali hanno manifestato sotto la sede del Comune di Genova e sotto la Regione Liguria per chiedere alla politica di attivarsi immediatamente per garantire continuità occupazionale.

“Si tratta di lavoratrici particolarmente fragili, spesso monoreddito – ricorda Silvia Avanzino, segretario generale di Fisascat Cisl Liguria – oggi per loro sarebbe stato l’ultimo giorno di scuola ma in questa situazione non hanno potuto mettere i soldi da parte per traguardare fino a settembre per questo chiedono semplicemente garanzie occupazionali”.

“Partiamo dal presupposto che la mensa sia sopratutto un diritto sociale per gli alunni e per le famiglie – dice il segretario nazionale Uiltucs Stefano Franzoni – quindi chiediamo che il servizio mensa a settembre venga mantenuto. Se ci saranno da rimodulare aule o i turni siamo assolutamente disponibili, le lavoratrici faranno il sacrificio di adattare il loro orario di lavoro a queste esigenze ma il servizio deve essere mantenuto e bisogna discuterne oggi perché se aspettiamo settembre rischiamo di avere molti più problemi di oggi”.

Altro tema è quello del sostegno al reddito per questi mesi in cui le addette alle mense non hanno lavoratori. Su questo tema nei giorni scorsi il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri e il segretario generale della Uil Liguria Mario Ghini avevano scritto una lettera ai parlamentari liguri chiedendo la fruizione continuativa della cassa integrazione in deroga, ottenendo un significativo appoggio alla richiesta da forze di maggioranza e opposizione.