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La storia

L’appello di Riccardo, 18enne eroe di Murcarolo: “Serve un bagnino per ogni spiaggia libera” fotogallery

Con un grande gesto di coraggio ha salvato l'amico del ventenne annegato in mare lo scorso 5 giugno: "È stata la mia prima volta, speravo di recuperare anche l'altro"

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Genova. “Per me è stato il primo salvataggio, non ho mai lavorato come bagnino. Come sto? Tutto bene, l’agitazione mi è passata presto”. Parla con voce tranquilla, come se non fosse successo nulla. Come se non fosse stato lui a salvare una vita strappandola al mare.

Riccardo Rizzi ha solo 18 anni ma il suo coraggio è stato fondamentale per riportare a casa sano e salvo il 19enne di Novi Ligure che lo scorso 5 giugno ha rischiato di annegare al largo della spiaggia di Murcarolo. Così non è stato purtroppo per l’amico Zakaria, 20enne, anche lui di origine marocchina, trovato morto poche ore dopo sul fondale nello stesso punto in cui era scomparso tra i flutti.

Studente del liceo Cassini, da pochi mesi maggiorenne, Riccardo Rizzi ha conseguito il brevetto due anni fa alla società di salvamento di Voltri. Qualche giorno fa ha avuto l’occasione di mettere in pratica quegli insegnamenti.

“Era la prima volta che andavo in quella spiaggia. Mentre scendevo con alcuni miei amici mi sono accorto che poteva essere pericolosa – racconta a Genova24 -. Mi stavo giusto cambiando quando abbiamo visto due ragazzi che si sbracciavano al largo. Ricordo che li avevamo notati tre-quattro minuti prima mentre andavano verso riva. Allora tutti hanno iniziato a urlare, a chiedere che qualcuno chiamasse aiuto”.

E Riccardo, che come gli altri è andato lì solo per passare un tranquillo pomeriggio al mare, non si tira certo indietro. “Sono partito d’istinto, non ci ho pensato troppo”. Il giovane bagnino nuota velocemente attraverso i cavalloni ma deve fare subito i conti con una situazione più grave del previsto.

“Quando sono arrivato uno dei due era già finito sotto – racconta -. Ho provato ad andare giù di qualche metro ma non si vedeva nulla. L’altro ragazzo continuava a dirmi: tienimi su, tienimi su se no annego. Era sotto choc, aveva appena visto morire il suo amico. Allora ho deciso di lasciar perdere e ho tenuto a galla lui in attesa dei soccorsi”.

Al largo di Murcarolo sono momenti drammatici: “Abbiamo provato a tornare a riva, ma la risacca era troppo forte. Abbiamo preferito aspettare i soccorsi. È quello che ci insegnano: quando le onde sono così alte è il comportamento migliore da tenere, altrimenti si rischia di affogare”. Passano i minuti, lunghissimi, e le energie sono sempre più scarse.

“I primi ad arrivare sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco, poi l’elicottero e la guardia costiera. Un soccorritore si è calato dall’alto e ha preso il ragazzo, io sono salito con altri due sulla barca. Mi hanno portato al pronto soccorso ma stavo bene. Certo, ero un po’ sfasato, mi hanno fatto un elettrocardiogramma ma alla fine ho chiesto solo un succo di frutta. Anzi, mi spiace essere passato davanti a persone che magari stavano peggio di me”.

L’esperienza non è di quelle che si raccontano tutti i giorni, soprattutto quando hai 18 anni e pensi a tutto fuorché a salvare vite umane. Ma da Riccardo arriva soprattutto un accorato appello alle istituzioni: “Bisogna mettere un bagnino su ogni spiaggia libera. Murcarolo è particolarmente pericolosa, ci sono gli scogli ai lati e la corrente è molto forte, l’unica via di fuga è tornare verso riva, ma in quelle condizioni è proibitivo. Ma anche sulle spiagge dove c’è più gente è necessario un servizio di salvataggio, perché se ci sono tante persone è facile perdere di vista un bagnante in difficoltà. Questo non succede dove c’è un gestore privato che controlla”.

Per quanto riguarda Murcarolo il sindaco Bucci ha annunciato che ci sarà un servizio di vigilanza che impedirà l’accesso al litorale quando le condizioni del mare non permettono una balneazione sicura. La cosiddetta “bandiera rossa” issata dal bagnino, che però in quella piccola caletta tra Quinto e Nervi non c’è mai stato. Quest’estate, da quanto ha annunciato il Comune, sarà replicato almeno l’esperimento del servizio di salvataggio nel mese di agosto su sette spiagge libere: Voltri (due postazioni), Multedo, Boccadasse, Vernazzola, Bagnara e Quinto.

Stavolta, ma solo grazie a un giovanissimo bagnino “fuori servizio”, una vita è stata risparmiata. “I sommozzatori mi hanno fatto i complimenti, mi hanno detto che se non fossi arrivato io il ragazzo non si sarebbe mai salvato – ammette -. In realtà ci sono rimasto male. Uno dei due non c’era già più, è stata una cosa brutta. Poi, per fortuna, sono riuscito a mantenere la calma e a gestirla bene. Speravo di salvare anche l’altro, ma non so bene se ci sarei riuscito”.

Ai ragazzi della sua età Riccardo dà il più semplice dei consigli: “Quando il mare è in quelle condizioni, con onde molto grosse, non andate al largo. Soprattutto per come era fatta quella spiaggia, era molto difficile tornare a riva. Non sottovalutate mai questo pericolo, magari uno crede di riuscire facilmente a cavarsela, ma quando si trova in quella situazione non è mai facile. Non siate superficiali, col mare non si scherza”.

E poi sorride, con la sincerità dei suoi diciott’anni: “Prestare servizio come bagnino? Mi piacerebbe, sì, ma tra qualche anno. Per ora preferirei godermi ancora le estati senza dover lavorare”.

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